“Caritas e numerose associazioni del terzo settore segnalano ormai da mesi un fenomeno in costante crescita: il numero delle persone senza dimora che dormono per strada, spesso sulle panchine delle fermate degli autobus, nei parchi o nei pochi posti disponibili nei dormitori cittadini – circa 60/70 in totale.

Secondo le stime dell’ambulatorio dei medici volontari per i senza tetto istituito presso la struttura Santa Teresa, si parla di almeno 338 persone, ma il numero reale potrebbe essere ancora più alto. Molti, infatti, non si rivolgono alle strutture, non vanno dal medico e vivono alla giornata, dormendo dove capita e nutrendosi grazie alla solidarietà di privati o alle mense del volontariato.

Ma il Comune cosa fa per questi “invisibili”? Per cominciare, nonostante il parere contrario delle associazioni di volontariato, l’attuale Giunta ha abbandonato il “Tavolo della povertà”, sostituendolo con un modello – più chiacchiere che fatti – di “welfare comunitario”.
Un sistema che punta su progetti di coabitazione (co-housing), finanziati in parte con fondi regionali e gestiti tramite appalti a terzi, ma destinati solo a chi è già seguito dai servizi sociali e ha avviato un percorso di autonomia.

Tradotto: poco o nulla. Intanto, sulle panchine degli autobus, di giorno e di notte, continuano a dormire persone senza tetto, avvolte nelle coperte, accanto ai propri pochi averi.

Serve molto di più che qualche progetto di co-housing o appalti ben confezionati. È necessario ricostituire il Tavolo della povertà, tornare a un coordinamento con gli operatori del terzo settore e destinare reali risorse comunali, oggi ridotte all’osso.

Occorre inoltre rendere disponibili i 242 alloggi ERP attualmente vuoti o in ristrutturazione, e valutare accordi con i privati proprietari di immobili, offrendo agevolazioni comunali o canoni concordati. La strada è lunga, ma non impossibile da percorrere: servono azioni concrete, ora, non domani.

Perché come recita un vecchio detto , “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni, ma di zero azioni.”

Patrizia Zaffagnini e Anna Greco Consigliere comunali – Fratelli d’Italia