“Nel comunicato apparso il 13 ottobre sui giornali, l’amministrazione comunale spiega che la scuola media “Pier Damiano” di via Ghiselli resterà attiva fino al 2027, per poi essere trasferita alla scuola Mordani, sostenendo che, a causa della denatalità, “non sarebbe lungimirante né opportuno acquisire nuovi immobili da destinare a scuole”. Eppure, proprio la parola “lungimiranza” sembra quella che più manca a questa scelta. Perché continuare a pagare un affitto di 144.500 euro l’anno fino alla scadenza del contratto, e poi investire altri 700.000 euro per i lavori di adattamento della scuola Mordani, quando si sarebbe potuto valutare l’acquisto definitivo di un edificio scolastico di proprietà pubblica, ponendo fine agli sprechi e garantendo una presenza stabile nel centro città? Senza contare tutti gli anni pregressi.
L’ultimo rinnovo contrattuale sta comportando una spesa per il comune fino al 31/08/2027 di quasi 900.000 euro. Sindaco ed assessore durante la riunione col consiglio d’Istituto della Damiano a cui ero presente come auditore in quanto rappresentante di una classe quinta elementare, ha anche detto che hanno scartato l’ipotesi di costruire un nuovo edificio per via dei costi e del “consumo di suolo”. Ma acquistare un edificio già esistente significa riutilizzare patrimonio urbano e investire in un servizio pubblico essenziale, non consumare nuovo territorio.
Curiosamente, a poche centinaia di metri dalla scuola, in Via di Roma, sta sorgendo un nuovo supermercato: quello sì, un intervento di nuova edificazione. Evidentemente, per questa amministrazione il consumo di suolo è un problema solo quando si parla di scuole, non di centri commerciali. A tutto questo si aggiunge un’altra conseguenza: con il trasferimento delle scuole medie da via Ghiselli al complesso Mordani, un’intera area della città, come il quartiere San Giuseppe, verrebbe tagliata fuori dalla rete scolastica di riferimento, costringendo decine di famiglie ad affrontare spostamenti più lunghi e complessi ogni giorno. Un danno concreto per la vivibilità dei quartieri e per chi deve conciliare lavoro e vita familiare.
È legittimo allora chiedersi dove stia la coerenza: si trovano milioni di euro per progetti come il nuovo palazzetto dello sport da 24 milioni, o per l’acquisto del palazzo ex Monte dei Paschi di Siena da oltre 2.200 metri quadrati, destinato all’università, ma quando si parla di una scuola media del centro storico si alzano le mani, dicendo che i costi sono troppo alti.
Per come eravamo partiti, chiusura della scuola media, smembramento di classi, docenti e personale scolastico allo sbando e fine dell’Istituto Comprensivo, plaudiamo alla soluzione alla quale sembrano essere giunti dopo aver dato finalmente ascolto a tutte le persone coinvolte, magari alla prossima occasione, sarebbe meglio che il tavolo di confronto venisse aperto prima dell’invio di comunicati stampa in cui tutto sembra già essere definito nelle segrete stanze.
Le priorità di una città si misurano dalle scelte che fa per i suoi giovani e per l’istruzione. E in questo caso, Ravenna sta scegliendo la strada sbagliata.”
Falco Caponegro
Consigliere comunale – Fratelli d’Italia Ravenna
























































