“La discutibile conferenza stampa odierna del Sindaco di Ravenna, oltre a mettere in evidenza un tic del PD ormai ampiamente consolidato, ovvero quello di nascondere sotto il tappeto le disfunzioni e i problemi delle istituzioni in cui esso comanda – nel caso del Comune di Ravenna ininterrottamente da decenni – usando tutta la sua forza mediatica per spostare l’attenzione su argomenti del tutto fuori dalla sua competenza, ha tuttavia il merito di riportare alla nostra attenzione una società partecipata del Comune di Ravenna che non ha più ragione da tempo di far parte delle partecipazioni comunali in quanto non ha più il ruolo per cui venne creata.
Sapir non c’entra infatti più nulla con quell’idea strepitosa grazie alla quale potè nascere il porto commerciale di Ravenna, ma è oggi esclusivamente, nell’ottica dell’ente pubblico “Comune di Ravenna” un volano clientelare per consegnare posti di lavoro senza concorso pubblico e – dopo la conferenza stampa odierna – anche un veicolo della giunta comunale per fare politica nazionale contro il governo.
E’ questo il motivo per il quale sarà nostra cura presentare il prima possibile una mozione per l’uscita del Comune dalla compagine societaria, essendo totalmente fuori dall’ottica liberale l’esistenza di un operatore portuale pubblico che si contrappone al privato facendo allo stesso concorrenza ed avendo nei suoi bilanci come parte attiva solo l’affitto dei terreni di proprietà ed essendo notoriamente in deficit proprio nel settore nel quale fa concorrenza ai privati.
Essendo l’unico scopo del mantenimento della proprietà pubblica quello del consenso elettorale pagato con posti di lavoro senza concorso, la proprietà pubblica dei terreni oggi di proprietà di SAPIR può essere mantenuta anche con altre modalità e sarà nostra cura dettagliarle nella mozione.
In merito ai contenuti “ufficiali” della conferenza stampa invitiamo il Sindaco a occuparsi di ciò per cui i ravennati lo hanno eletto: velocizzare i lavori pubblici drammaticamente indietro nella tabella di marcia, far partire nuove infrastrutture che facciano uscire Ravenna dal suo provincialismo, far effettuare sfalci regolari nelle aree pubbliche e nei cigli stradali, evitare che gli autobus perdano ruote mentre sono in marcia, far funzionare il traghetto di Marina di Ravenna, inventarsi qualcosa per il turismo e il commercio in centro storico, rilanciare i lidi ravennati in netta crisi etc.
Che gli piaccia o meno il porto di Ravenna non è sua competenza, ma del governo. Se è a conoscenza di ipotetiche violazioni di legge si rechi in procura e denunci gli eventuali responsabili.
Anche perché, come ben sanno molti degli operatori portuali oggi diventati così sensibili alle armi solo in quanto anti-israeliani, dal porto di Ravenna partono da sempre armi per lo Yemen e per il Sudan e visto che non c’è Israele da attaccare l’argomento improvvisamente l’obiezione di coscienza è meno intensa.
Se invece non ci sono violazioni di legge, il Sindaco si metta a fare il Sindaco visto che i porti sono competenza del governo e la politica estera italiana – per fortuna – non spetta ad Alessandro Barattoni.
Alberto Ancarani Capogruppo Forza Italia























































