Valorizzazione dell’olivicoltura di qualità, leva di sviluppo fondamentale per il territorio, ma anche tutela e rilancio delle aree di alta collina e montagna faentina così fortemente colpite dalle alluvioni e frane del 2023-24.

Questi i temi al centro dell’agenda della Giunta provinciale di Coldiretti Ravenna che, nei giorni scorsi, presso la sede della cooperativa Terra di Brisighella, lì dove si produce il famoso Brisighello, la più antica DOP dell’olio d’Italia, ha incontrato l’Assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi.

Il confronto, “un momento importante di approfondimento sulle priorità dell’agricoltura di collina” – commenta il Presidente di Coldiretti Ravenna, Nicola Dalmonte – si è svolto alla presenza del Presidente di Terra di Brisighella Sergio Spada e ha posto le basi “per la definizione di strategie comuni volte a garantire nuove traiettorie di futuro ad un territorio vitale per l’economia agricola e turistica provinciale e regionale, nonché fondamentale patrimonio paesaggistico e ambientale”.

“In queste aree – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Assuero Zampini – l’olivicoltura è reddito e la DOP è un traino importante, bene dunque il lavoro sinergico con la Regione che ha portato al riconoscimento di Terra di Brisighella come Op e alle contestuali risorse del Psr regionale per lo sviluppo ulteriore di infrastrutture idriche, ora crediamo che i tempi per un piano olivicolo regionale che comprenda anche un regolamento IGP siano maturi”.

Altra necessità per lo sviluppo della collina – come evidenziato dalla Giunta Coldiretti – è la creazione di progetti concreti funzionali ad un rilancio della viticoltura, partendo dalla valorizzazione del Sangiovese.

In cima all’agenda delle priorità per la tutela della collina e della montagna redatta da Coldiretti Ravenna e illustrata all’Assessore Mammi restano due punti fondamentali sui quali il Presidente Dalmonte ha posto l’accento raccogliendo la massima disponibilità da parte dell’assessore Mammi: “Lo sblocco di risorse Agricat per le aziende dell’alta collina che hanno subito perdite produttive connesse alle alluvioni, danni che non sono stati riconosciuti e l’istituzione di una consulta agricola ad hoc sul tema delle aree cosiddette allagabili”.