“I dati relativi all’andamento dei traffici portuali nel primo semestre e nel mese di luglio, se confrontati con il pari periodo del 2024, confermano la crescita costante della movimentazione globale del nostro scalo che passa dai 13,3 milioni di tonnellate di merce ai 15,7 milioni nei primi sette mesi ed una stima per fine anno che incrementa lo stesso buon risultato del 2024” afferma il presidente del Terminal Container Ravenna (Gruppo Sapir) Giannantonio Mingozzi. “Nel dettaglio le percentuali di incremento che Autorità Portuale e Camera di Commercio sanno ben interpretare, si riferiscono ai principali settori merceologici che hanno attinenza ai servizi di imbarco e sbarco offerti dal porto e dalle principali linee, agenzie ed operatori: ad esempio merci secche, il comparto agricolo, concimi, prodotti petroliferi, inerti, metallurgici, container e quant’altro, tutti caratterizzati oggi da buoni andamenti, seppure in periodi maledetti di guerre, invasioni e sconvolgimenti inaccettabili; ma vorrei aggiungere una valutazione relativa al ruolo determinante che sempre più gioca il nostro porto a sostegno dell’economia complessiva del territorio” continua Mingozzi. “Mi basterebbe cioè sottolineare la forte crescita della movimentazione container in questo primo periodo dell’anno, ma sbaglierei se considerassi questo dato fine a sè stesso; in realtà le merci che arrivano o partono dal nostro scalo e tutte le valutazioni trasportistiche sono il frutto per buona parte dell’insieme delle produzioni ravennati ed emiliano romagnole, alle quali dobbiamo offrire servizi di imbarco e sbarco sempre più moderni, una logistica avanzata, opportunità creditizie e finanziarie capaci di sostenere la fiducia all’impresa con il dovuto coraggio ed un spirito che le banche ravennati dimostrano di coltivare” continua Mingozzi; “per questo la coesione tra i protagonisti della crescita portuale, il rapporto con Autorità Portuale e istituzioni, dal Comune alla Regione allo Stato, sono aspetti irrinunciabili se vogliamo continuare a fare del nostro scalo, come la ZLS si propone, uno snodo importante per la crescita delle opportunità di lavoro e delle nuove tecnologie, senza paura e rivolte ai giovani”. “Concordo, conclude Mingozzi, con il presidente ABI Patuelli quando cita le tensioni economiche dovute a nuovi e più gravosi dazi, ma ci ricorda anche che ogni imposizione indebita finisce prima o poi con il gravare su chi la propone, infatti l’egemonia mondiale del dollaro comincia ad essere contestata e contrastata mentre la solidità e l’autorevolezza dell’euro pone la moneta europea come distintamente concorrenziale anche con il dollaro americano, e per i traffici navali tutto questo ha una certa importanza”.























































