“Anche a questa tornata esisteranno due metà di centrodestra. Benché non condividiamo alcuna delle due coalizioni, sentiamo il dovere di replicare alla parte che dimostra la minor conoscenza dei nostri territori. Le recenti affermazioni del consigliere Esposito, il cui dovere civico dovrebbe essere di informare i concittadini e non limitato alla polemica pre-elettorale, contrastano nettamente con quelle del rivale Alvaro Ancisi, nonché con la realtà. Ci riferiamo in particolare alle affermazioni in materia ambientale rese alla stampa e sostenute nel suo sconclusionato question time.
Il riferimento è evidentemente al guado temporaneo, costituito da massi e tubi in calcestruzzo, che è stato posato nell’alveo del canale degli Staggi, in corrispondenza della confluenza tra i canali consorziali Canala, Cupa e Valtorto, di fronte allo stabilimento Marcegaglia. Un guado temporaneo necessario al consolidamento dell’argine di contenimento del chiaro del Pontazzo, nonché alla realizzazione della ciclovia Adriatica, che in quel punto attraverserà il canale con un ponte che richiedeva la realizzazione di adeguate spalle e pile di appoggio.
La chiusura del passaggio di acqua dal canale degli Staggi al chiaro del Pontazzo, peraltro già auspicata dal consigliere Ancisi, risulta poi essere nient’altro che una tardiva risposta a un problema che sarebbe dovuto semmai essere gestito con tempistiche più stringenti, onde evitare possibili danni ai delicati equilibri di un’area che è Sito di Importanza Comunitaria e Zona di Protezione Speciale. Lungi quindi dall’essere un danno, il ripristino effettuato contribuirà finalmente a ripristinare lo stato originale del luogo e impedire la sregolata mescolanza tra le acque della pialassa e quelle degli scoli.
Infine, la tanto attesa riqualificazione degli stradelli di accesso agli stabilimenti balneari e dei parcheggi ha inevitabilmente visto la pulizia del sottobosco della fustaia di pino marittimo (habitat 2270*), sotto supervisione dei Carabinieri Forestali e caratterizzata da un’attenzione alla rimozione selettiva delle piante inidonee o alloctone. Una rimozione dettata dalla necessità di prevenire un popolamento con densità troppo elevate, che portano all’impoverimento degli strati dominati e a un deperimento per cause fitopatologiche, con rischi per i processi di sostituzione. A questa pulizia segue la ripiantumazione di essenze autoctone (lecci, frassini e farnie; ligustri, ilatro sottile, ginepri, alaterno, olivello spinoso, corbezzolo, rosa sempervirens) e nuovi alberi nelle “tasche verdi” di sosta (olivi di Boemia, tamerici, frassini meridionali) e dune (euforbia, vilucchio, calcatreppola, gramigna e ammofila litorale). Piantumazioni che proseguono tuttora, in attesa dei previsti interventi di ripavimentazione che renderanno finalmente decorosi e fruibili i pericolosi stradelli.
Nessuno scempio e nessuna devastazione. Non qui, quantomeno.
Per quanto ci riguarda intendiamo concentrarci là dove sono invece reali e incombenti le minacce all’ambiente naturale, ma anche urbano. Strenuamente ci opporremo alla realizzazione del percorso ciclopedonale sulla riserva naturale orientata biogenetica della Duna di Porto Corsini (habitat 2130*). Analogamente ci batteremo affinché si modifichi la gestione del verde urbano diffuso e ci concentreremo sulle tante sfide concrete e reali che il nostro territorio necessita. Siamo convinti di poter trovare soluzioni e valide alternative, e lo faremo vivendo e sperimentando i territori e, in primis, documentandoci adeguatamente.”
Per il Gruppo Europa Verde Ravenna
Francesco Ravaglia – Maurizio Cazzanti

























































