In questi giorni si moltiplicano le iniziative per intensificare il più possibile la campagna vaccinale in atto. I Ministri del lavoro e della salute hanno recentemente annunciato di voler coinvolgere anche le aziende e le aree produttive come siti da utilizzare per rendere più capillari ed estese le vaccinazioni.

La stessa Regione Emilia-Romagna non ha escluso questa possibilità ed è in corso un importante lavoro di concertazione con le associazioni di categoria e con l’Alleanza delle Cooperative per prendere in considerazione tutti i vantaggi ed i punti di criticità di questa ipotesi.

L’allestimento di punti vaccinali anche nelle realtà produttive va pienamente inserito e coordinato al piano più generale predisposto dalla Regione che prevede la vaccinazione di tutte le persone a prescindere dal loro stato sociale e dalla loro condizione lavorativa e organizzato in modo tale che non si verifichino casi di disomogeneità di trattamento tra soggetti portatori dei medesimi diritti. Infatti il diritto al vaccino va considerato sempre un diritto universale garantito dunque da una regia pubblica e comunque strettamente connesso alla disponibilità effettiva dei vaccini da somministrare.

Legacoop Romagna ha avviato un censimento delle disponibilità delle imprese associate per capire quanto interesse ci sia a partecipare alla campagna vaccinale, fornendo spazi appositi o allestendo direttamente punti vaccinali nelle imprese.

In appena due giorni hanno risposto oltre 50 imprese, segnalando interesse per 8200 soci, lavoratori diretti e delle imprese associate (per i consorzi).

Le cooperative mettono a disposizione anche un numero importante di possibili siti vaccinali: si va dalle coop bagnini che si preparano alla stagione estiva e vorrebbero tutelare clienti e lavoratori alle industrie agroalimentari, dalle cooperative di servizi, logistica e facchinaggio alla grande distribuzione, dove gli operatori sono impegnati ogni giorno nel contatto diretto col pubblico.

I NUMERI PER PROVINCIA

Delle cooperative che hanno risposto, 20 sono della provincia di Forlì Cesena, con circa 4500 soci e lavoratori lavoratori coinvolti; 30 nella provincia di Ravenna, con 3200 persone; 5 a Rimini con 800 persone. Sono numeri significativi, considerando anche che una percentuale rilevante dei 6.560 dipendenti delle cooperative sociali del territorio (in alcuni casi si arriva all’80%) sta ricevendo il vaccino nei percorsi pubblici per via del delicato compito che svolgono, e così gli operatori  impegnati a vario titolo in strutture di servizio al sociosanitario e ai servizi educativi e scolastici (trasporti, mense, etc).

LE DICHIARAZIONI

«Le nostre associate vogliono al più presto tornare a lavorare in sicurezza e serenità. Per farlo, la campagna vaccinale è l’unica soluzione concreta. Per questo molte hanno anche espresso disponibilità a contribuire agli oneri di questa operazione, in base al numero dei dipendenti coinvolti o a mettere a disposizione strutture, dispositivi o supporto logistico», dice il presidente di Legacoop Romagna, Mario Mazzotti. 

«Proponiamo alle Istituzioni di definire alcuni punti di vaccinazione aziendale distribuiti nel territorio romagnolo e in cui le imprese, in una priorità definita dal pubblico, possano far vaccinare i propri dipendenti. Siamo disponibili a sostenere la nostra parte di sforzo organizzativo, eventualmente insieme alle altre associazioni di categoria che vorranno essere coinvolte. Ovviamente nel rispetto delle prerogative della nostra sanità a cui certamente spetta la guida del programma di vaccinazione sulla base delle indicazioni nazionali e regionali», conclude Mazzotti.