Un confronto a tutto campo sui “Valori contemporanei” della cooperazione, a partire da democrazia, pari opportunità e partecipazione, con un richiamo esplicito alle celebrazioni dell’ottantesimo del voto alle donne: più di 250 cooperatrici e cooperatori delle province di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena si sono riuniti oggi al Teatro Rasi per l’assemblea annuale di Legacoop Romagna. A ritrovarsi è stato un distretto che associa 352 cooperative e oltre 320 mila soci, con più di 28mila occupati e un valore della produzione che supera gli 8 miliardi di euro.

I lavori, presieduti dalla vicepresidente vicaria Romina Maresi, sono stati aperti dal saluto del Sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni. Il presidente nazionale di Legacoop, Simone Gamberini, nel suo discorso iniziale, ha richiamato le cooperative a rafforzare il proprio ruolo di scuola di democrazia, valorizzando i giovani e le donne.

Si è quindi aperto il dialogo programmatico tra il presidente della Regione Michele de Pascale, e gli esponenti cooperativi di tutti i settori: dalle costruzioni all’agroalimentare, dai servizi alla persona alla cultura, fino alla grande distribuzione organizzata e ai servizi. A confrontarsi con de Pascale c’erano Valerio Brighi (CBR) Marco Casalini (Terremerse), Renata Mantovani (Cad), Marcella Nonni (Ravenna Teatro), Luca Panzavolta (CIA-Conad) e Corrado Pirazzini (Copura).

Il dibattito è stato coordinato dal presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi. Elemento di partenza la necessità di adeguare il sistema delle infrastrutture del territorio, riaffermando una visione comune tra istituzioni e imprese per stabilire priorità chiare, in un contesto di risorse scarse.

Le politiche urbanistiche si sono rivelate un altro tema comune: le cooperative chiedono di supportare con convinzione i piani di sviluppo delle imprese, salvaguardando il territorio, ma senza dimenticare gli equilibri necessari a non bloccare crescita e sviluppo delle comunità locali. Tra i banchi di prova c’è il Piano di Assetto Idrogeologico in discussione in queste settimane.

Un’altra sfida che attraversa tutti i settori è la difficoltà a trovare personale. Di fronte a un inverno demografico che le politiche migratorie fallimentari rendono sempre più evidente, è sempre più urgente un intervento sui redditi. In questa chiave il riconoscimento economico dei contratti nazionali di lavoro negli appalti pubblici e la sostenibilità delle basi di gara sono punti di partenza imprescindibili per le imprese ad alta intensità di lavoro.

L’Emilia-Romagna, nell’immaginario nazionale, è una delle regioni in cui i servizi alle persone funzionano, ma servono regole nuove di ingaggio, che garantiscano una maggiore capacità di ascolto fra pubblico e privato.

Lo sguardo è volato anche oltre confine, seguendo le preoccupazioni di un sistema che vede nell’agroalimentare uno dei suoi motori trainanti e su cui incombono i rischi legati all’internazionalizzazione, dalla politica americana sui dazi al Mercosur, dalla Politica Agricola Comune al ruolo dell’Europa, che tutti vogliono più forte e presente.

In questo contesto di profonda trasformazione non sono mancate le proposte innovative, come la rigenerazione degli spazi urbani dismessi come leva per nuovi progetti di cultura, trasformando gli spazi vuoti della città in laboratori di socialità condivisa.

All’evento erano presenti numerose personalità del mondo politico, economico, sindacale e sociale. Tra gli ospiti istituzionali gli assessori regionali Roberta Frisoni e Giovanni Paglia, i consiglieri regionali Niccolò Bosi, Valentina Ancarani, Francesca Lucchi, Alice Parma edEleonora Proni, i presidenti delle Camere di Commercio della Romagna e di Ferrara-Ravenna, Carlo Battistini e Giorgio Guberti, i sindaci di Bagnacavallo, Matteo Giacomoni, Riolo Terme, Federica Malavolti, Dovadola, Jader Dardi e Forlimpopoli, Milena Garavini. In rappresentanza delle amministrazioni comunali di Forlì e Rimini erano presenti gli assessori Kevin Bravi, Paola Casara e Juri Magrini.

In apertura, nel corso della parte riservata, l’assemblea ha approvato le proposte di modifica allo statuto, presentate dalla coordinatrice dell’attività sindacale, Simona Benedetti.