Monumento Baracca - LUGO

“Quello che si è consumato mercoledì sera in consiglio di Unione è, prendendo le parole da Lolli (del gruppo misto n.d.r.), una sconfitta della Politica con la P maiuscola. Il PD si è dimostrato ancora una volta autoreferenziale e poco disponibile al dialogo, anche se i temi sono condivisi” commenta così Zini Capogruppo Lega, quanto successo tra i banchi, seppur virtuali, del consiglio dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna.
Infatti di odg sull’agricoltura ne sono andati in lettura due, quello delle forze di minoranza unite e quello del PD. “Come già dichiarato, la scelta di andare con un ordine del giorno diviso è stata un’imposizione passiva nata dalla reticenza del PD nell’inserire istanze fattuali che impegnassero l’Unione ad aiutare gli agricoltori colpiti dalle gelate prima e dalla grandine poi.
La scelta unanime della minoranza è stata quella di dare la priorità all’interesse degli agricoltori e e dare voto favorevole ad entrambi gli odg, soprassedendo sulle difficoltà di trovare un accordo. In questo modo si è inteso dare un segnale forte alle Amministrazioni che, di fronte ad un voto compatto e trasversale, sarebbero state costrette – seppur in colpevole ritardo – a rispondere “presente” di fronte alle istanze degli agricoltori colpiti da questo annus horribilis.
Ci saremmo aspettati altrettanto dal PD, il quale ha invece bocciato l’odg presentato dalla minoranza adducendo come scusa, e non come giustificazione, che il testo presentato non era a loro noto. Pretesto sterile ” continua Zini” in quanto il documento presentato è lo stesso che era nato due mesi orsono come sintesi delle varie anime del Consiglio, alla quale però il PD non ha aderito.
L’odg era quindi ben noto al PD che ha comunque avuto occasione di leggerlo prima del Consiglio.
” Zini conclude “Le scuse stanno a zero, si è dimostrato una volta di più la mancanza di volontà di dialogo da parte del PD con le altre forze politiche e la necessità edonistica di trasformare anche temi trasversali in lotta politica, al solo scopo di affermare una già nota supremazia numerica nei consessi, a discapito dei contenuti, che anzichè rispecchiare le reali esigenze della cittadinanza, vengono spesso ridotti a proclami vacui ed autocelebrativi”