Assessori e consiglieri comunali prendono le distanze dal sindaco Mattia Missiroli. La decisione di ritirare le dimissioni da parte del primo cittadino ha creato un terremoto all’interno dell’amministrazione comunale di Cervia. Tutti i consiglieri comunali del centrosinistra e gli assessori della giunta guidata da Missiroli hanno deciso di dimettersi.

Con un comunicato congiunto i consiglieri Achille Abbondanza, Agostino Biondi, Samuele De Luca, Ivan Domeniconi, Rossella Fabbri, Roberto Fabbrica, Samatna Farabegoli, Michele Mazzotti, Walter Turci e gli assessori Anna Altini, Mirko Boschetti, Federica Bosi, Michela Brunelli e Gianni Grandu hanno spiegato il loro gesto:

“Con questa dichiarazione intendiamo rendere esplicita una scelta maturata a seguito di un confronto politico approfondito e condiviso, compiuta esclusivamente nell’interesse della città e nel rispetto delle istituzioni.

Decisioni che incidono in modo così profondo sul futuro amministrativo di una città non possono essere solo il risultato di scelte personali, comprensibilmente difficili, ma nascono da una valutazione condivisa, assunta collegialmente da chi ha la responsabilità di rappresentare i cittadini nelle istituzioni”.

In conferenza stampa, il sindaco Mattia Missiroli aveva ammesso che all’interno del mondo del centrosinistra, fra l’elettorato e all’interno delle formazioni politiche, c’era profonda confusione per via delle indagini. Confusione confermata anche da assessori e consiglieri comunali del centrosinistra: “In queste settimane si è determinata una situazione complessa, che ha inciso profondamente sul clima politico e istituzionale della città e che riteniamo renda impossibile garantire la serenità necessaria all’azione amministrativa e al pieno funzionamento degli organi di governo locale.

Per queste ragioni, e con profondo rammarico, riteniamo che sia venuto meno il quadro di condizioni indispensabili per proseguire con efficacia e responsabilità il mandato amministrativo.

Con questo spirito, e mettendo al primo posto l’interesse della città, rassegniamo contestualmente le nostre dimissioni, affinché si possa aprire in tempi più rapidi un nuovo passaggio democratico e restituire ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso nuove elezioni”.

Missiroli, stamattina, alla stampa aveva confessato di non temere una mozione di sfiducia del consiglio comunale, confidando nel pieno supporto della maggioranza dell’assemblea cittadina. Così però non è stato. Non ci sarà nessuna mozione di sfiducia, ma le dimissioni in blocco di tutti i consiglieri di maggioranza portano automaticamente allo scioglimento del consiglio comunale. Contemporaneamente, il sindaco è stato di fatto abbandonato dagli assessori che lui stesso aveva scelto per la giunta.

“Si tratta di una scelta difficile, assunta con sofferenza, ma orientata esclusivamente a tutelare la stabilità istituzionale e la serenità della comunità cittadina” affermano assessori e consiglieri.

Si andrà quindi alle elezioni per scegliere un nuovo sindaco e un nuovo consiglio comunale. Ma all’interno del centrosinistra non è più solo una questione di confusione. Il caso Missiroli ha spaccato la maggioranza e il Partito Democratico. Ricucire il tutto in vista del voto non sarà facile.