“Il tema dei pronto soccorso è sempre stato al centro dell’attenzione dei cittadini  anche perché,  per molti aspetti, questo servizio rappresenta un po’ l’anello debole del sistema sanitario. Indubbiamente si tratta di una questione che riguarda molti territori della nostra regione, tuttavia, volendo concentrare la riflessione sull’azienda Usl della Romagna, la fotografia locale non appare certamente entusiasmante.
E parto da una riflessione rilasciata da poco dalla dirigenza aziendale Usl la quale segnalava come vi fosse nella dotazione organica una mancata copertura del 30% di sanitari concentrata soprattutto sui  pronto soccorso di Ravenna, Lugo, Forlì e Rimini, mentre Cesena continua a detenere il record di copertura anche dopo l’avvio del Cau di Cesenatico.  E appunto analizzando i vari organici dei territori dell’Area vasta romagnola ci si accorge che Cesena è quasi al completamento dell’organico  con appena tre  medici mancanti seguita da  Forlì con otto posti da coprire, mentre l’ospedale di Ravenna che peraltro è l’ospedale più importante e serve un  bacino di utenza più vasto, continua ad avere organici assolutamente insufficienti con numeri molto elevati di scoperture.
E proprio qui la carenza di personale medico è ormai cronica e  ciò che appare più preoccupante è il fatto che non s’intravvede all’orizzonte un piano in grado di stabilizzare una situazione di così elevata scarsità di medici.  Fattore a discapito del servizio rivolto agli utenti e non meno, dannoso per la normale attività esercitata dai  sanitari stessi.
La soluzione, quindi,  non può essere quella di ripiegare sull’attività simil libero professionale per sopperire la carenza di specialisti in pianta stabile, ma occorrono scelte strutturali di più ampio respiro.

Rispetto a questa situazione, e non solo, emerge un dato preoccupante. Ancora una volta la politica che si esprime attraverso la Conferenza socio sanitaria non è in grado di produrre interventi vigorosi affinché Ravenna riacquisti il suo ruolo centrale di ospedale primario rispetto ai suoi omologhi di Area vasta. Evidentemente il maggiore interesse sul tema sanitario esercitato dalla componente  politica soprattutto di Cesena e di Forlì, dimostrano, nei fatti, che le cose vanno molto meglio rispetto alla realtà ravennate.
È un dato ormai inconfutabile, rispetto al quale la politica locale dovrebbe davvero interrogarsi seriamente! Per questo si chiede al Sindaco nella sua qualità di componente della Conferenza sanitaria territoriale quali azioni intenda adottare per migliorare l’annosa situazione del pronto soccorso e di precisare i dati riferiti alla carenza di professionisti negli  organici del quattro ospedali di Area vasta.”