Un importante regalo di Natale, per i professionisti dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” ma soprattutto per i cittadini che alla struttura ravennate si rivolgono per le importanti attività di diagnosi e cura. Nella giornata di ieri, mercoledì 10 dicembre, l’Istituto Oncologico Romagnolo ha consegnato nelle mani del reparto di Anatomia Patologica diretto dal prof. Luca Saragoni un nuovo macchinario di ultima generazione: un microtomo rotativo automatico, del valore di circa 18.000 euro, utile a migliorare la qualità di lavoro e di analisi svolta presso l’Unità Operativa. Una Unità Operativa che svolge un ruolo sempre più centrale nel trattamento dei tumori: la strada della personalizzazione delle terapie e della somministrazione di trattamenti su misura del singolo paziente può essere intrapresa solo conoscendo “l’impronta digitale” della malattia di cui soffre. Ecco che quindi il ruolo dell’anatomo-patologo diventa fondamentale per fornire sempre maggiori indicazioni su quali siano le strategie che possano offrire le migliori prospettive di risposta e di sopravvivenza: e da “medicina dei morti”, che indagava meramente sulla causa dei decessi delle persone tramite le autopsie, tale disciplina diviene ancor più rilevante grazie ad esami sui campioni di tessuti e cellule prelevati dai pazienti.

La donazione avviene praticamente a due anni di distanza esatti dal precedente intervento dello IOR all’interno del reparto diretto dal prof. Saragoni. A dicembre 2023 era stato infatti consegnato un altro dispositivo di ultima generazione, un microscopio del valore di 15.000 euro utilizzabile sia nel setting assistenziale, grazie alla possibilità di mostrare live, da remoto, i vetrini per discutere le caratteristiche morfologiche delle lesioni e dare il proprio contributo nella scelta del trattamento più appropriato per ciascun paziente all’interno dei Gruppi di Patologia Multidisciplinari; sia in quello prettamente didattico, non solo a beneficio degli studenti della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna che nella città di Ravenna hanno sede ma anche per i clinici e colleghi di altre Unità Operative che si interfacciano quotidianamente con l’Anatomia Patologica. A riguardo del macchinario ricevuto invece nella giornata di ieri, sempre il prof. Saragoni ha sottolineato: «La U.O.C. di Anatomia Patologica dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” riveste un ruolo centrale nei percorsi diagnostico-terapeutici delle malattie oncologiche. Le fasi pre-analitiche diagnostiche rappresentano momenti cruciali e propedeutici al conseguimento di diagnosi accurate. Al fine di garantire una gestione clinica appropriata e tempestiva dei pazienti è necessario dotare il laboratorio di Anatomia Patologica delle risorse umane e tecnologiche necessarie e di organizzazioni funzionali al raggiungimento di tale obiettivo. A questo proposito, il potenziamento di una delle fasi pre-analitiche, il taglio delle sezioni di tessuto ottenute da biopsie e/o pezzi operatori, è da considerarsi strategico. L’acquisizione di uno strumento come il microtomo che riceviamo oggi, impiegato in tale fase, consentirà, a fronte di una riorganizzazione delle attività di laboratorio, di incrementare la produttività, migliorando significativamente i tempi di risposta delle diagnosi. All’Istituto Oncologico Romagnolo (IOR), che ha reso possibile la donazione del suddetto strumento, vanno i miei più sentiti ringraziamenti per la sensibilità e l’impegno profusi al servizio della cittadinanza del nostro territorio».

Un bel vantaggio per una Unità Operativa a cui è richiesta una mole d’attività importante, con 30.000 esami istologici annui di cui il 70% richiesti proprio dall’Oncologia. La chiosa della cerimonia di inaugurazione è stata affidata infine a Mario Pretolani, Vicepresidente IOR e Consigliere per il territorio proprio di Ravenna. «Sappiamo come il tempismo, in un percorso di cura di una diagnosi oncologica, rivesta un’importanza fondamentale. Per questo abbiamo accolto con grande entusiasmo la richiesta del prof. Saragoni di partecipare a questa iniziativa nell’ottica di una parola chiave che ispira da sempre la nostra attività: integrazione. Come IOR riteniamo fondamentale che tutti i professionisti, non solo gli oncologi, che partecipano al percorso di cura di un paziente facciano rete per dare ai pazienti della Romagna le migliori prospettive: l’auspicio è che con questo strumento l’Anatomia Patologica venga concretamente supportata nel suo ruolo sempre più centrale all’interno delle equipe multidisciplinari. La multidisciplinarietà si è confermata come l’impostazione più adeguata alla cura del cancro, quella che in assoluto offre le migliori prospettive al paziente: non è una frase fatta, ci sono studi che lo confermano. È stato infatti dimostrato che questo approccio sia capace di ridurre le recidive e/o aumentare le prospettive di sopravvivenza per alcuni dei tumori più comuni, come quelli che colpiscono seno, polmoni, ovario e colon-retto. I malati, inoltre, riferiscono una maggior soddisfazione rispetto alle cure ricevute, probabilmente perché grazie alla multidisciplinarietà si possono prendere in maggior considerazione aspetti importanti per l’essere umano, come la dimensione sociale e psicologica. In considerazione di ciò, lo IOR ha potuto allargare la sua mission di sostegno alle strutture del territorio a una dimensione più ampia rispetto alle sole Oncologie: un aspetto che ci consente di essere ancor più vicini alle esigenze dell’Azienda e a quelle di chi soffre».