LNDC Animal Protection, associazione animalista, esprime “piena soddisfazione” per la decisione definitiva che ha confermato la radiazione di Mauro Guerra dall’Ordine dei Medici Veterinari, dopo il rigetto del ricorso presentato dal professionista: “Si tratta del provvedimento disciplinare più grave previsto dall’ordinamento professionale, adottato a fronte a fatti di eccezionale gravità” commenta l’associazione, costituitasi parte civile nel processo a carico dell’ex veterinario di Sant’Antonio. La sentenza del processo di primo grado, tuttavia, non è ancora stata emessa. Inoltre, i legali di Mauro Guerra hanno annunciato ricorso contro la radiazione.
Dalla Procura di Ravenna, Guerra è accusato di maltrattamento di animali. Secondo i magistrati inquirenti, avrebbe sottoposto animali a interventi chirurgici senza la dovuta anestesia, avrebbe ucciso alcuni esemplari tramite eutanasia, senza reali motivi sanitari a giustificarla e senza l’opportuna sedazione. Inoltre Guerra è accusato di vari reati fiscali e altre condotte non conformi alla professione veterinaria. Una ventina i capi di imputazione. La difesa è convinta invece dell’innocenza del proprio assistito e di aver dimostrato coi fatti l’estraneità dalle accuse. Ora si attende la decisione dei giudici.
Seppur quindi ancora in attesa di una sentenza penale, per l’associazione animalista la decisione dell’organo di garanzia dell’Ordine dei veterinari “Rappresenta un atto coerente con la gravità dei fatti emersi nel processo,” dichiara Michele Pezone – Responsabile Diritti Animali LNDC Animal Protection. “È un segnale importante, non solo sotto il profilo disciplinare, ma anche culturale. Ora attendiamo l’esito del processo penale, la cui udienza conclusiva è fissata per il 18 febbraio, confidando che il Tribunale accolga integralmente le richieste dell’accusa.”
“Quanto contestato al dottor Guerra è incompatibile non solo con l’etica professionale, ma con qualsiasi concetto di rispetto e tutela degli animali,” afferma Piera Rosati – Presidente LNDC Animal Protection. “Ora auspichiamo che anche la sentenza penale riconosca fino in fondo la gravità di quanto accaduto, rendendo finalmente giustizia agli animali che non hanno potuto difendersi.”



























































