“Gli articoli apparsi questi giorni sul Manifesto e Altreconomia a firma di Linda Maggiori hanno fatto luce su inquietanti dinamiche che hanno al centro il porto di Ravenna: non solo è snodo di traffici di armi verso Israele, ma collabora strettamente con Israele per la ‘sicurezza portuale’ ”.
Faenza per Gaza è pronta ad organizzare una manifestazione di protesta per il transito di armi nel porto di Ravenna.
“Sebbene l’Autorità portuale abbia sempre negato il passaggio di armi nel porto, le evidenze mostrano il contrario: le navi Zim (New Zealand e Contship Era) continuano a solcare l’Adriatico, con tappe regolari a Ravenna, nella rotta Capodistria-Haifa. Non c’è solo il carico sequestrato a febbraio, la cosa più grave è che altri carichi sono partiti e arrivati a destinazione. Il 30 giugno, dal porto di Ravenna, è partito un carico di munizioni a bordo della nave Zim New Zealand diretto ad Haifa (Israele), provvisto del simbolo “esplosivi” classe 1.4S.
L’Ufficio delle Dogane di Ravenna, ha risposto all’accesso agli atti della giornalista, confermando che il carico militare è partito per Israele senza autorizzazione Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento presso il Maeci) e aveva origine dalla Repubblica Ceca”.
Per motivare l’assenza di autorizzazione Uama, le Dogane hanno citato l’art. 10 bis comma 1 della legge 185/90, che però esenta da autorizzazione solo i transiti intracomunitari, e non verso Paesi terzi, quale è Israele. “Per il trasferimento verso paesi terzi vale inderogabilmente il regime autorizzatorio e di controllo previsto dall’art. 1, anche al fine della verifica di sussistenza dei divieti espressamente contemplati dal comma 5 e 6 (divieto di export e transito verso paesi in guerra o che violino il diritto internazionale e i diritti umani ndr)” spiega l’avvocato Andrea Maestri intervistato nell’articolo. “Israele sta impunemente violando il diritto internazionale, il diritto umanitario e sta perpetrando un genocidio, tanto che dal 7 ottobre 2023 l’Uama ha sospeso qualsiasi nuova autorizzazione all’esportazione di armi verso Israele ai sensi della Legge 185/1990”.
Un’altra inchiesta giornalistica dei giornali The Ditch e Shadow World Investigations, ripresa dal Manifesto, ha rivelato che il 7 agosto scorso la nave Zim New Zealand, ha lasciato il porto sloveno di Capodistria (Koper) con due carichi di armi diretti a Israele, ha fatto tappa nei porti di Venezia (8 agosto) e Ravenna (9 agosto).
“Quante altre volte ha trasportato armi?” chiede il collettivo Faenza per Gaza. “A questo andirivieni poco controllato, si aggiunge il progetto Undersec”.
L’articolo di Altreconomia di domenica 31 agosto ha evidenziato che l’Autorità portuale di Ravenna “siede nel comitato di controllo di Undeserc, insieme al ministero della Difesa di Israele, è ‘addestrata’ dall’Università di Tel Aviv, e sperimenta anche tecnologie del colosso militare Rafael (tra cui modem subacquei in uso alle imbarcazioni d’assalto che attaccano le navi umanitarie Freedom Flotilla). Da dicembre inizieranno i test a Ravenna, Lavrio (Grecia) e Valencia”.
“Quanto può essere sicuro e etico affidarsi per la sicurezza dei nostri porti a chi commette un genocidio? La segretezza del progetto è altissima, pochi sono i documenti pubblici, le valutazioni di impatto ambientale e il rischio per i lavoratori di questi esperimenti non sono noti”.
“Il 16 settembre nel porto di Ravenna si terrà un incontro a porte chiuse con tutti i partner di Undersec, compresi i rappresentanti del Ministero della Difesa di Israele, accusato di crimini contro l’umanità e di Rafael, azienda di armamenti colpevole di armare l’esercito genocida. Mentre la stampa non è ammessa.
Il sindaco di Ravenna con una lettera a Salvini, ha giustamente detto che non vuole che Ravenna alimenti il genocidio in corso.
Il Comune (e la Regione) sono socie di Sapir società mista pubblico privata, proprietaria del terminal container, delle infrastrutture per la piattaforma logistica, banchine, piazzali (dove passano le armi). La compagnia di navigazione israeliana ZIM dal 2022 ha stabilito una solida collaborazione con il terminal container. Comune e Regione dovrebbero pretendere chiarezza su tutti i transiti di armi (ad oggi non noti), e chiedere all’Autorità portuale di togliersi dal progetto Undersec, almeno finché l’Europa non espellerà gli enti militari israeliani”.
“Come Faenza per la Palestina invitiamo tutti a manifestare il dissenso, con una manifestazione il 16 settembre al porto di Ravenna (Darsena), dalle 17,30: portuali, cittadini e studenti”.
























































