«Sul nuovo Piano della sosta la maggioranza dimostri rispetto per il Consiglio comunale e per la legge». È l’appello lanciato da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, in merito alla gestione istituzionale delle recenti decisioni della Giunta Barattoni sul tema della sosta e della viabilità nel centro storico.

Ancisi chiede in primo luogo al presidente della Commissione consiliare Assetto del Territorio di rinviare la seduta convocata per giovedì 8 gennaio, ritenendo incompatibile la contemporanea convocazione, nello stesso pomeriggio, dell’assemblea pubblica sul nuovo Piano della sosta organizzata dal sindaco presso la Camera di Commercio. Una sovrapposizione che, secondo il capogruppo, impedisce di fatto la partecipazione dei consiglieri comunali, compresi il presidente e il vicepresidente del Consiglio e numerosi capigruppo di maggioranza e opposizione.

Nel documento Ancisi contesta inoltre il merito delle delibere approvate dalla Giunta nell’antivigilia di Capodanno, sostenendo che parti sostanziali del cosiddetto “nuovo Piano della sosta” e della disciplina della circolazione nelle aree pedonali, ZTL e ZPRU rientrino per legge nelle competenze esclusive del Consiglio comunale di Ravenna, come previsto dal Testo Unico degli Enti Locali, e non possano quindi essere adottate dall’esecutivo.

Secondo Ancisi, presentare pubblicamente queste misure come già definite, senza un preventivo passaggio in Consiglio, rappresenta una grave forzatura istituzionale. «Nel comunicato stampa della Giunta – sottolinea – si parla di un confronto limitato alle associazioni di categoria, mentre il Consiglio comunale, che è l’organo rappresentativo dell’intera cittadinanza, è stato completamente bypassato».

Da qui la richiesta rivolta anche al presidente del Consiglio comunale affinché tuteli le prerogative dell’assemblea elettiva e sostenga il rinvio della commissione. Ancisi evidenzia infine come la seduta della Commissione Assetto del Territorio sia particolarmente rilevante perché impegnata sull’adozione del nuovo Piano Urbanistico Generale, strumento destinato a regolare per decenni lo sviluppo del territorio comunale.

«La partecipazione dei consiglieri – conclude – non è un interesse di parte, ma un interesse pubblico generale. Ignorarlo significa svilire il ruolo del Consiglio comunale e indebolire le regole democratiche».