“L’assessore regionale Giovanni Paglia ribadisce (Carlino di oggi) quanto la sua parte politica sostiene da tempo: le risorse di gas-metano dell’Adriatico provocano subsidenza, i pozzi vanno chiusi, l’Oil&Gas si deve dedicare prevalentemente ad altre forme di produzione energetica green e alternativa” afferma l’esponente del PRI Giannantonio Mingozzi. “Senza le novità che il ministro della sicurezza energetica Pichetto-Fratin aveva anticipato circa la ripresa estrattiva dei pozzi ancora attivi ed un piano adeguato di utilizzo delle risorse adriatiche del quale non si è visto ombra, quanto sostiene Paglia è del tutto analogo alla posizione governativa, cioè dimenticare che le risorse dei nostri pozzi , assieme alla cattura e stoccaggio dell’idrogeno, al rigassificatore, al biometano e a nuove concessioni di ricerca, possono assumere molta importanza nella bilancia energetica italiana” continua Mingozzi; “intanto le risorse dell’Adriatico, come il PRI sottolinea da anni, ci vengono depredate dai Pesi dell’altra sponda, i costi dell’energia aumentano e non basteranno forme di rimborso a mitigare le difficoltà di famiglie e imprese, il mercato internazionale del gas evidenzia una crescita limitata dell’offerta (anche per le decisioni della Russia che chiude parte dei rifornimenti) mentre la domanda di consumo aumenta a sostegno della ripresa industriale che dovrà affrontare rincari e aggiornamenti in gara tra loro (e con gli Stati Uniti che minacciano ritorsioni a chi non compra da quel mercato) con una politica delle scorte che non basta a garantire le attività produttive ed i consumi per almeno cinque anni”. “Vorrei ricordare all’assessore Paglia, conclude Mingozzi, che se continuiamo ad ignorare risorse molto utili alla autonomia energetica dell’Italia e tutti gli studi che dimostrano come le estrazioni non siano affatto causa di subsidenza, prima o poi il nostro Paese aggraverà la propria situazione energetica e non basteranno le bandiere di partito a motivare mancanza di coraggio, di buon senso e di misure che altri Paesi in Europa assumono grazie proprio alle imprese ravennati, le migliori al mondo, che si aggiudicano gare internazionali e migliorano tutti i giorni tecnologie e rispetto dell’ambiente”.
























































