La deputata Ouidad Bakkali, con una nota stampa inviata dal Partito Democratico di Ravenna, chiarisce meglio quanto avvenuto durante la missione parlamentare in Cisgiordania e a Gerusalemme.
Durante il rientro da Gerico verso Gerusalemme, il convoglio su cui viaggiavano i deputati si è trovato nei pressi del checkpoint di Hizma, nel momento in cui erano in corso operazioni dell’esercito israeliano. La presenza della parlamentare ravennate all’interno della delegazione ha destato comprensibile attenzione sul territorio. Tuttavia, Bakkali smentisce la ricostruzione condivisa dalla Farnesina nelle ore scorse, dove si parlava di un intervento del comando militare Cogat e di due veicoli blindati.
Bakkali sottolinea che la situazione «si è risolta in modo rapido e senza alcuna necessità di interventi straordinari».
I deputati dem, infatti, hanno spiegato che nessun intervento di macchine blindate, del Consolato o delle forze di sicurezza israeliane è stato effettuato per “mettere in sicurezza” la delegazione durante il blocco avvenuto nel villaggio di Hizma.
Come riportato nella loro nota, durante il rientro da Gerico dove era previsto un cambio di macchina, all’altezza del checkpoint di Hizma a 15 minuti da Gerusalemme, si sono uditi forti boati: si trattava di bombe stordenti lanciate dalle forze IDF contro le auto davanti, ferme al checkpoint. L’autista ha svoltato rapidamente imboccando una strada laterale dove si sono poi fermati. In quel momento il Consolato è stato informato della situazione. Una famiglia palestinese ha loro offerto temporaneamente riparo e da quel momento è stato mantenuto il contatto con i diplomatici italiani. I deputati sono stati raggiunti da una telefonata della sicurezza israeliana. Nel frattempo, constatata la riapertura del varco, sono tornati sulla strada principale e, seguendo il flusso delle auto, si sono rimessi in marcia verso Gerusalemme per poi incrociare al di là del check point la macchina del console Bellato.
La deputata ravennate Ouidad Bakkali ribadisce: «Ringraziamo il console Bellato, insieme alla nostra ambasciata a Tel Aviv, per la disponibilità e la sollecitudine. Questo è quanto accaduto: la situazione si è risolta positivamente e non c’è stato bisogno di nessun intervento straordinario. Questa è la vita quotidiana dei palestinesi della West Bank dove è in corso una pulizia etnica e un aumento senza precedenti della violenza. Il mondo guarda altrove mentre la situazione sta rapidamente precipitando.»

























































