La mattina del 14 aprile 1930 un colpo di pistola risuona in tutto il pianeta: Majakovskij si è ucciso. Perché lo ha fatto? È vittima di un complotto? Di una delusione d’amore? Del fallimento di Banja? Quale fantasma ha guidato la canna della pistola verso il cuore?

Un interrogatorio e una meticolosa ricostruzione di quanto accadde negli ultimi giorni di vita del poeta restituiscono le molteplici congetture prodotte del groviglio di testimonianze e documenti raccolti da Serena Vitale. Un intrigo di ripetizioni dell’incidente portano ad una distensione temporale che proietta Majakovskij nel futuro, nel nostro tempo.

L’incidente è chiuso è il primo passo di un percorso di produzione che si concluderà nel 2020 con la messa in scena de Il defunto odiava i pettegolezzi, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo-indagine di Serena Vitale.

Questo primo capitolo si focalizza sull’ossessione di Majakovskij per il viaggio nel tempo, manifestazione di una profonda fascinazione verso l’incipiente teoria della relatività. Il poeta apostrofò più volte gli “spettabili discendenti” di un altro secolo per chiedere asilo; il motivo della resurrezione, di una seconda possibilità, di una nuova vita in un remoto futuro si aggrappa con fiduciosa tenacia all’innovazione scientifica, che allora come oggi sembra legittimare la frenesia del poeta: il tempo, così come lo conosciamo, non esiste.

 

Lo spettacolo, tratto dal romanzo-indagine di Serena Vitale “Il defunto odiava i pettegolezzi” (edizioni Adelphi), sarà messo in scena venerdì 5 luglio al Palazzo delle Esposizioni (Corso Giuseppe Mazzini 92). Il debutto ufficiale è programmato per il prossimo 28 agosto 2019 a Bassano del Grappa, per Operaestate Festival.

Lo spettacolo sarà presentato alle 21 a chiusura della rassegna “MEME. Teatro Scienza Arte Musica” iniziata lo scorso 31 maggio 2019 e organizzata sulla città di Faenza da Menoventi e E Production.