Dakar 2026 al via con il prologo di sabato 3 gennaio. 48^ edizione, in programma fino al 17 gennaio. Fra gli 812 concorrenti al via, ci sono anche i faentini Paolo Bedeschi, originario di Castel Bolognese, e Jader Giraldi, entrambi alla terza partecipazione. Quest’anno i due romagnoli gareggiano insieme: Bedeschi pilota, Giraldi al suo fianco, a bordo di una Toyota HDJ 80, trovata e comprata da un concessionario a Bolzano. Sono iscritti alla categoria Classic, ispirata alle primissime edizioni del rally. Nel 2023 e nel 2024, nella medesima categoria, Bedeschi ha sempre ottenuto il terzo posto finale.
“Io e Jader ci siamo conosciuti nel 2023” ha spiegato Bedeschi. “Eravamo entrambi alla nostra prima Dakar. Il sindaco ci ha invitati a un evento insieme e gli abbiamo raccontato la nostra avventura. Da allora siamo rimasti in contatto e siamo diventati amici. Quest’anno, quando ho cambiato auto, sapevo che il mio copilota, Daniele Botallo, era già impegnato. Ho chiesto a Iader se poteva aiutarmi a trovare un copilota e lui ha subito detto: ‘Lo farò’. Ho colto al volo l’occasione ed eccoci qui. Sono arrivato terzo due volte, quindi se miglioreremo, sarò contento. La macchina ce lo permette. La cosa più importante è non commettere errori e, soprattutto, non rompere la macchina. La macchina deve tornare al ritiro ogni sera in buone condizioni. Cerco di vedere a che punto sono nella prima metà di gara, senza esagerare. Poi, nella seconda metà, vedremo se vale la pena correre qualche rischio in più.”
Per Giraldi il passaggio alle auto è: “Un’evoluzione naturale del mio spirito d’avventura. Dopo aver concluso la Dakar al mio debutto e aver provato l’Original by Motul due volte senza successo, ho capito che era giunto il momento di abbandonare la categoria estrema. Come motociclista, so navigare bene e partecipo a rally internazionali da cinque anni. Credo che la mia conoscenza delle dune possa essere un vantaggio per la buona guida di Paolo. Insieme possiamo ottenere grandi risultati e la nostra ambizione è di migliorare i due terzi posti di Paolo, anche se negli ultimi anni c’è stata molta concorrenza e la gara non è affatto facile come si potrebbe pensare”.
Purtroppo il prologo per i due faentini non è andato bene a causa di noie alla strumentazione dell’auto, verificatisi poco prima della partenza. Fortunatamente il prologo è ininfluente sulla classifica finale, ma è stato disputato per determinare l’ordine di partenza della prima tappa e per continuare ad assaggiare il percorso. Da alcuni giorni, infatti, i concorrenti sono nel deserto per ambientarsi.
Per il settimo anno consecutivo la gara si svolge in Arabia Saudita: La città portuale di Yanbu, sul Mar Rosso, è stata scelta per ospitare sia la partenza che l’arrivo, con altri sei bivacchi allestiti nel cuore del deserto e a Riyadh, dove il rally si prenderà una pausa nel giorno di riposo.
13 le tappe, oltre al prologo. Per la categoria auto, il percorso complessivo è di 7.994 chilometri, di cui 4.880 di prove speciali cronometrate. Il resto sarà dedicato ai trasferimenti. In programma due maratone da 48 ore, il 4 e 5 gennaio e il 9 e 10 gennaio. La tappa più lunga sarà la sesta, con 920 Km da percorrere, di cui 331 di prova speciale.



























































