Erik Flamini, ingegnere meccanico 49enne responsabile tecnico e commerciale alla Nuova Saimar, ha tagliato il traguardo, lo scorso sabato a Courmayeur, al Tor des Géants dopo 143 ore passate a correre per 330 km e un dislivello positivo di 24mila metri in la Val d’Aosta.

Il Tor des Géants (TOR330) è una delle ultramaratone di montagna più dure e affascinanti al mondo. Si corre ogni settembre in Valle d’Aosta, lungo un percorso di circa 330 km con oltre 24.000 metri di dislivello positivo. L’itinerario attraversa le Alte Vie 1 e 2, toccando i principali massicci alpini (Monte Rosa, Cervino, Gran Paradiso, Monte Bianco). Non esistono tappe: i partecipanti gestiscono sonno e soste in totale autonomia, con stretti cancelli orari. È una prova di resistenza estrema.

“È stata una gara durissima ma più che la stanchezza – afferma Flamini – il sentimento che ora ho dentro di me è la gratitudine. Ho affrontato questo secondo TOR330 con consapevolezza e ho gestito la gara usando la testa. Ho avuto la fortuna di condividere la gara con Eugenio Canni Ferrari e Alessio Melotti, due atleti ai quali ho offerto il mio sostegno e in cambio ne ho ricevuto altrettanto. I momenti duri sono stati tantissimi ma arrivare a Courmayeur e trovare così tanto pubblico festante ad aspettarci, ci ha riempito il cuore di gioia”.