Il divieto dei “botti” a Capodanno non è stato rispettato a Faenza da molti privati cittadini. Identica situazione si è manifestata in altre città della nostra provincia. Petardi e fuochi d’artificio hanno fatto la felicità di chi li ha lanciati. Tuttavia, in centro storico a Faenza, in molti non hanno gradito l’intrattenimento rumoroso. In quelle ore le piazze principali della città erano molto frequentate, fra passanti e clienti dei vari locali. Inevitabile la polemica, che ora diventa anche politica, con il consigliere Alessio Grillini, capogruppo dell’omonima formazione in consiglio comunale, che critica il sindaco Massimo Isola:
“Il Sindaco si è lanciato a poche ore dalla notte di capodanno nell’emanare un invito formale, diffuso a modo di ordinanza, a rispettare il regolamento di Polizia Urbana che vieta l’uso di fuochi d’artificio per la notte di festa imminente. Difficile pensare, a poche ore dalla mezzanotte, di riuscire a divulgare in modo efficace tale indicazione, e soprattutto, difficile pensare di organizzarne il rispetto”.
Nel regolamento di Polizia Urbana di Faenza è infatti previsto il divieto “di accendere fuochi, gettare oggetti accesi o utilizzare materiali esplodenti, fuochi d’artificio e oggetti similari che possano arrecare disturbo alla quiete pubblica o compromettere l’incolumità dei cittadini”. A questo divieto si è appellato il sindaco Massimo Isola.
Per Grillini: “È evidente che la finalità era solo una: quella elettorale, nei confronti di residenti infastiditi, esercenti commerciali ed associazioni animaliste (dalla serie, ragazzi noi ci abbiamo provato)”.
Secondo Grillini, il divieto era anche in contraddizione con gli impegni istituzionali del sindaco: “La stessa finalità, quella elettorale, è la stessa però, che ha portato il primo cittadino a festeggiare in piazza, incurante dei botti. Davvero singolare la questione, sfuggita alla maggior parte dei cittadini distratti dai festeggiamenti, senza considerare il merito del provvedimento, già trattato da altri esponenti, che per motivazioni tecniche e normative lascia molti dubbi sulla sua liceità”.




























































