Il Partito Democratico torna a intervenire sul tema del dimensionamento scolastico e del commissariamento regionale. I consiglieri comunali Nicolò Pranzini e Stefania Beccari hanno presentato un ordine del giorno, discusso ieri in Consiglio comunale, per difendere l’autonomia delle scuole e la qualità della rete educativa ravennate.
Nel documento si richiama la posizione della Regione Emilia-Romagna, che ha evidenziato come, a fronte di un parametro ministeriale fissato a 938 studenti per autonomia scolastica, il territorio regionale presenti una media di 994 alunni per istituzione, con 532 autonomie scolastiche attive. Nonostante questi dati, il piano imposto dal Governo porterebbe a una riduzione a 515 autonomie, con un taglio complessivo di 17 istituti.
Secondo la Regione, e secondo il PD, si tratta di una misura che non risponde a reali criticità organizzative locali, ma a un meccanismo di redistribuzione nazionale che rischia di penalizzare i territori più efficienti. «L’autonomia scolastica – sottolineano i consiglieri – è un presidio fondamentale di prossimità educativa».
Il Partito Democratico evidenzia come l’estensione eccessiva dei bacini scolastici, la riduzione delle dirigenze e l’indebolimento delle segreterie comportino un aumento della complessità gestionale e una diminuzione della capacità di guida pedagogica, del rapporto con le famiglie e della collaborazione con le comunità educanti. Un rischio particolarmente rilevante per un territorio articolato come quello ravennate, dove è necessario tutelare le realtà più fragili ed evitare la creazione di istituti difficilmente governabili.
La posizione regionale, viene ribadito, non è ideologica ma fondata su dati tecnici verificabili. La Regione Emilia-Romagna si era detta disponibile a valutare fino a sei accorpamenti, come contributo agli obiettivi nazionali, senza impatti negativi significativi sui territori. Tuttavia, ogni ipotesi di mediazione sarebbe stata rigettata dal Governo.
Con l’ordine del giorno, Pranzini e Beccari impegnano sindaco e giunta a sostenere la posizione della Regione, a chiedere chiarimenti puntuali sugli effetti del commissariamento sul territorio comunale e a pretendere il coinvolgimento attivo del Comune in tutte le fasi del processo. Viene inoltre chiesto al Governo di sospendere il dimensionamento e di aprire un confronto istituzionale trasparente con Regioni ed enti locali, tenendo conto delle specificità territoriali.
Il documento propone anche l’attivazione di un tavolo di confronto con dirigenti scolastici, consigli di istituto e organizzazioni sindacali, per monitorare e rendere pubblici gli impatti locali delle eventuali decisioni in termini di numero di studenti, plessi, distanze, trasporti, inclusione e fragilità territoriali.
«Il dimensionamento scolastico – concludono i consiglieri – non può essere ridotto a una semplice operazione amministrativa. In gioco ci sono la qualità dell’offerta formativa, l’equità territoriale e il presidio educativo. Difendere l’autonomia delle scuole significa difendere il diritto all’istruzione e il futuro delle nostre comunità».
























































