“A oltre due anni e mezzo dalla piena del maggio 2023, non è stato fatto nulla per rendere operative le casse di espansione di Cuffiano e di Tebano. Un ritardo gravissimo, che oggi non è più giustificabile».
Lo dichiara Roberta Conti, consigliere comunale della Lega, che interviene sullo stato di totale immobilismo di due opere fondamentali per la sicurezza del territorio.
«Le casse di espansione non possono restare per tutta la vita un programma scritto su carta – prosegue Conti –. Dovevano essere già attive, operative e funzionanti, soprattutto dopo le alluvioni che hanno colpito duramente il nostro territorio».
«È bene ricordarlo con chiarezza: per le casse di Cuffiano esiste un progetto redatto il 31 marzo 2021, quindi ben prima degli eventi alluvionali più recenti. Un progetto firmato da professionisti di altissimo profilo: il geologo Claudio Miccoli, all’epoca coordinatore e RUP, insieme a consulenti progettisti come il professor Bizzarri, già titolare della cattedra di Costruzioni Idrauliche all’Università di Bologna, e il professor Napoleoni, docente di Idraulica e Geotecnica all’Università La Sapienza di Roma».
«Non siamo quindi davanti a un problema tecnico, né alla mancanza di progettazione o di competenze – sottolinea Conti –. Il progetto esiste, è serio, ed è stato elaborato da figure autorevoli. Se non è stato realizzato, la responsabilità non può che essere politica».
«Le casse di espansione di Cuffiano e Tebano sono opere strategiche per ridurre il rischio idraulico a valle e per proteggere cittadini, imprese e territori già duramente colpiti. Continuare a utilizzarle come obbiettivi futuri senza mai realmente attivarle significa accettare consapevolmente il rischio di nuove emergenze e tragedie”.
«A questo punto – conclude Conti – non ci sono più scuse. Chi governa oggi ha il dovere di spiegare perché queste opere non siano state completate e messe in funzione. La prevenzione non si fa con i documenti nei cassetti, ma con le opere realizzate. Ed è su questo che chiediamo risposte chiare e immediate».


























































