L’Italia è il principale destinatario delle risorse del Recovery Plan e anche per questo è chiamata a un ruolo da protagonista nella transizione verde. La sostenibilità, oltreché necessaria per affrontare la crisi climatica, riduce i profili di rischio per le imprese e per la società tutta, stimola l’innovazione e l’imprenditorialità, rende più competitive le filiere produttive. Lo dimostrano i dati e le storie del Rapporto GreenItaly, arrivato alla dodicesima edizione, realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere, con la collaborazione del Centro Studi Tagliacarne e con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica. Al rapporto hanno collaborato Conai, Novamont, Ecopneus; molte organizzazioni e oltre 40 esperti.

“Le imprese green – ha sottolineato Giorgio Guberti, commissario straordinario della Camera di commercio di Ravenna – sono da anni, nella nostra provincia, sinonimo di competitività perché capaci di coniugare tradizione e innovazione, qualità e bellezza, coesione e cura dei dettagli, rispetto dell’ambiente e crescita sostenibile. E questo connubio si traduce per le imprese che abbracciano la scelta “verde” in migliori performance in termini di ordinativi, presenza all’estero e propensione ad assumere, in particolare nell’area “R&S. Un tema – ha concluso Guberti – strettamente legato al Piano di ripresa e resilienza, al quale la Camera di commercio di Ravenna darà il proprio contributo, in collaborazione con le associazioni di categoria, per diffondere la conoscenza di base sulle tecnologie”.

il 28% del totale delle imprese ravennati dell’industria e dei servizi ha investito, o lo faranno quest’anno, in tecnologie green per ridurre l’impatto ambientale, risparmiare energia e contenere le emissioni di CO2. Una propensione che abbraccia tutti i settori dell’economia locale – da quelli più tradizionali a quelli high tech, dall’agroalimentare all’edilizia, dalla manifattura alla chimica, dall’energia ai rifiuti – e che sale al 33% nel manifatturiero.

L’orientamento green si conferma, dunque, un fattore strategico per la nostra provincia: alla green economy si deve poco meno del 14% del valore aggiunto del PIL provinciale, ed oltre il 12% delle assunzioni previste dalle imprese ravennati per i prossimi mesi riguarderà figure professionali legate alla sostenibilità, ossia occupati che applicano competenze ‘verdi’. Tra le professioni più richieste dalle imprese, l’installatore di impianti termici a basso impatto, l’ingegnere energetico, l’auditor esperto in emissioni di gas serra in atmosfera, lo statistico ambientale, l’operatore marketing delle produzioni agroalimentari biologiche, il risk manager ambientale, l’ingegnere dell’emergenza, il progettista di architetture sostenibili, l’esperto in demolizione per il recupero dei materiali, l’esperto del restauro urbano storico, il serramentista sostenibile e l’esperto nella commercializzazione dei prodotti di riciclo.

Le aziende green hanno, inoltre, un dinamismo sui mercati esteri nettamente superiore al resto del sistema produttivo ravennate: esportano nel 20% dei casi, a fronte del’12% di quelle che non investono nel verde. Nella manifattura, il 45% contro il 27%. E sono più presenti nei mercati extra-europei. Ancora, le imprese green innovano di più delle altre: il 23% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi, contro l’13% delle non investitrici. Spinto da export e innovazione, anche il fatturato è aumentato nel 23% delle imprese che investono green, contro il 17% delle altre. 

Anche per questo, la Camera di commercio ha allo studio un pacchetto integrato di interventi e di politiche proprio a favore di imprese e professionisti della Green Economy, con l’obiettivo di attivare, in collaborazione con istituzioni ed associazioni imprenditoriali, iniziative (piattaforme tecnologiche e laboratori di innovazione) volte a facilitare il trasferimento di conoscenze scientifiche e tecnologiche dalle Università, dal mondo della ricerca e delle professioni al tessuto delle piccole e medie imprese.

Graduatoria regionale secondo la numerosità delle imprese che hanno effettuato eco-investimenti nel periodo 2016–2019 e/o investiranno nel 2020 in prodotti e tecnologie green

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Fonte: Dodicesimo Rapporto GreenItaly realizzato dalla Fondazione Symbola e da Unioncamere,