La brillante stagione del Ravenna FC, tornato in Serie C e ora ai vertici del campionato, sta riportando entusiasmo in città. Ma allo stesso tempo riaccende un tema già emerso negli anni scorsi: la gestione della sicurezza e della mobilità nel cosiddetto “quartiere Stadio”, oggi completamente inglobato nel tessuto urbano.
Nel corso delle partite casalinghe al Benelli, infatti, le misure di ordine pubblico predisposte per garantire afflussi e deflussi in sicurezza si sono spesso tradotte in restrizioni alla circolazione molto rigide, con difficoltà evidenti per residenti ed esercenti della zona. Non sono mancate proteste per i blocchi prolungati, talvolta applicati anche in vie non direttamente collegate agli ingressi dello stadio.
Il caso del 6 dicembre: residente bloccato nonostante il CUDE
L’episodio più recente, verificatosi durante il match con il Pontedera del 6 dicembre, ha fatto particolarmente discutere. Un genitore – con a bordo un figlio in possesso di CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo) – si è visto negare il rientro alla propria abitazione, sebbene la partita fosse ancora in corso e il transito avvenisse in un tratto non coinvolto dal deflusso della tifoseria.
Solo l’intervento di un ispettore della Polizia ha permesso alla famiglia di percorrere gli ultimi cento metri verso casa, dopo un lungo giro tra transenne e blocchi.
Ancisi: «Diritti dei residenti sacrificati oltre misura»
Il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, ha portato il caso in Consiglio comunale denunciando come, con il ritorno tra i professionisti, la situazione si sia aggravata:
«È giusto garantire l’ordine pubblico — afferma — ma non è accettabile che residenti e attività della zona siano di fatto reclusi per ore, anche in assenza di emergenze o rischi concreti. Serve equilibrio, non divieti applicati in modo rigido e indistinto».
Ancisi ricorda inoltre che già nell’ottobre 2024 era stato richiesto al Prefetto un approfondimento del problema e che il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva riconosciuto la possibilità di deroghe per i residenti, da valutare partita per partita.
Deroghe che, tuttavia, secondo il consigliere, non sempre vengono applicate, come dimostrerebbero gli episodi più recenti.
La richiesta: convocare il Comitato ordine pubblico
Alla luce dei nuovi disagi, il Consiglio comunale – tramite una mozione – invita il Sindaco, membro di diritto del Comitato per la sicurezza pubblica, a chiedere al Prefetto la convocazione urgente dell’organismo affinché:
- vengano riesaminate le attuali misure di interdizione alla circolazione;
- siano stabiliti criteri chiari che garantiscano mobilità minima e certificata ai residenti e alle categorie fragili;
- si definiscano procedure uniformi per evitare decisioni discrezionali o incoerenti tra un posto di blocco e l’altro.
Obiettivo: sicurezza sì, ma senza penalizzare chi vive il quartiere
L’intento non è mettere in discussione le esigenze di sicurezza, ma armonizzarle con i diritti di chi abita o lavora nell’area del Benelli, soprattutto considerando la presenza di residenti con disabilità, anziani o famiglie con bambini.
La discussione ora passa nelle mani del Prefetto e del Comitato provinciale, chiamati a trovare un equilibrio che consenta di conciliare l’ordine pubblico con la vivibilità quotidiana.























































