“La Giunta depascaliana, repubblicana, coraggiosa e stellata non difetta di tempismo. È del 28 giugno scorso l’ordinanza che vieta per 90 giorni solari ai cittadini ravennati di usare l’acqua del rubinetto per innaffiare giardini, orti e prati. Lo stesso giorno tutta la Giunta ha approvato all’unanimità in via definitiva l’attuazione, da parte di due società private, di un impianto da golf di 18 buche nella zona costiera tra Marina Romea e Casalborsetti, inserito nella pianificazione urbanistica comunale fin dal 2010: tipo di impianto che, secondo i dati dell’Associazione Europea del Golf, consuma in media 2.000 metri cubi di acqua al giorno, pari a 200 autocisterne, quanta ne serve ad una città di 8.000-9.000 abitanti. Essendo il dato socialmente più rilevante, va subito aggiunto che sarà realizzata una condotta che dal fiume Lamone porterà acqua al campo da golf, mentre il resto arriverà dai canali irrigui del Consorzio di Bonifica. Si può comprendere già da qui perché la Giunta comunale non abbia dato alcuna comunicazione pubblica di tale gesta, nessun giornale avendone quindi potuto riferire.

L’IMPATTO AMBIENTALE E ANTROPICO

  • Ma enorme è anche il consumo di suolo, nella cui funesta graduatoria dell’abuso il Comune di Ravenna è terzo in Italia e primo in Regione: consumo che già dal 2017 una legge della Regione Emilia-Romagna dice di portare a zero. Questa lottizzazione occupa infatti, a fini edificatori, una superficie territoriale di quasi 163 ettari, posta tra il corso inalveato del fiume Lamone e la foce del Canale in destra del Reno, peraltro interamente classificata dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio come area di notevole interesse pubblico.
  • Tre dei suoi sub comparti, facendo parte del sito denominato “Pineta di Casal Borsetti, Pineta Staggioni, Dune di Porto Corsini”, sono compresi nel perimetro del “Parco del Delta del Po”, finalizzato dalla Regione alla conservazione, riqualificazione e valorizzazione degli ambienti naturali. Gli altri due sub comparti rientrano addirittura nella Rete natura 2000 in quanto zona sia SIC che ZPS (Siti di Interesse Comunitario; Zone di Protezione Speciale). Ovviamente, per mantenere ben rigogliosa e in salute l’erba, servono fertilizzanti e fitofarmaci in misura proporzionale all’estensione del campo da golf.
  • Il progetto prevede una superficie insediabile di 28.253 metri quadrati, per una popolazione potenziale di 1.150 persone: 19.283 metri quadrati per l’edilizia abitativa (erano stati indicati 306 alloggi), 7.000 per l’edilizia alberghiera, 819 per il golf e i relativi servizi, 611 per l’edilizia commerciale.

LA REALIZZAZIONE

Di fatto non ci sono più ostacoli. Il campo da golf è pronto per partire, aggiungendosi a quello prestigioso, da 27 buche, di Cervia. Il completamento dell’iter burocratico meramente necessario per avviare i lavori, con al centro il permesso di costruzione, richiederà però almeno un paio d’anni. Si è saputo che l’intenzione delle due società, non estranee al mondo cooperativo che ha subìto contraccolpi dalla crisi immobiliare, sarebbe di partire con l’impianto per il golf, verificando poi se sia o no troppo impegnativo portare avanti il resto. Esse sono però tenute a compiere fin dall’inizio le opere di interesse pubblico imposte dalla convenzione in cambio dei benefici urbanistici ottenuti: riqualificazione della pineta costiera e degli altri ambienti naturali, ampliamento del campo sportivo di CasalBorsetti,  ricollocazione e ampliamento dell’area camper, un giardino urbano a nord-est del paese, ecc. Non bisogna essere maliziosi per dedurre che, se a fronte di queste opere sarà conveniente realizzare solo il campo da golf, cioè appena un sub comparto su cinque, il Comune è stato molto generoso coi privati, assai meno con la cittadinanza ravennate.”