“Con proprio silenzioso atto del 26 agosto scorso, autorizzato silenziosamente dalla Giunta Regionale de Pascale il 4 agosto stesso, il direttore generale dell’AUSL Romagna ha elargito un premio di 37.306 euro a se stesso ed uno di 29.845 euro ciascuno al direttore sanitario e al direttore amministrativo da lui scelti e designati. In tutto, 96.997 euro di “compenso aggiuntivo” per avere, nel 2024, realizzato il 91% degli “obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi” loro assegnati. Tali somme sono state aggiunte, per il direttore generale, al suo trattamento economico annuo di 154.937 euro e, per il direttore sanitario e il direttore amministrativo, a quello di 123.949 ciascuno. Questi premi ne hanno fatto scattare automaticamente altri, pari a 10.863 euro complessivi, per i componenti del Collegio sindacale della stessa AUSL Romagna. Il monte totale della lotteria in oggetto, pagato col bilancio aziendale, e dunque dai cittadini contribuenti della sanità pubblica con tasse e ticket, assomma pertanto a 107.861 euro.
Quanto sopra è stato teoricamente sottoposto ad un “Organismo indipendente di valutazione del servizio sanitario regionale (OIV-SSR)”, anche se l’intero sistema di premialità e le nomine conseguenti sono assolutamente interni alla Regione stessa, dipendendo in tutto dal suo governo politico.
Non sarà però facile far credere ai cittadini amministrati che nel 2024 la sanità pubblica teoricamente al loro servizio abbia funzionato al meglio, a fronte di prestazioni spesso carenti o in emergenza, pronti soccorso sovraffollati e ingestibili, liste di attesa smisurate, necessità sempre più diffuse di ricorrere a caro prezzo alla sanità privata, oppure non curarsi, ecc. Non gioverà la campagna massiccia in corso, indetta nei loro confronti dal governo regionale stesso, contro presunti mancati pagamenti di ticket scarsamente legittimi, per prestazioni di pronto soccorso risalenti a cinque o sei anni addietro. Difficile anche che premi in euro di cinque cifre in aggiunta a stipendi di sei, siano apprezzati, a beneficio dei loro dirigenti, dal personale dipendente medico e infermieristico in lotta per aumenti minimi dei propri stipendi normali, mentre agli infermieri stessi e agli operatori socio-sanitari vengono negati perfino gli straordinari e nuove assunzioni che possano curarne i sofferenti organici.”























































