Mercoledì 12 Novembre, nella suggestiva cornice di Terrazza Caffarelli in Campidoglio, Ermanna Montanari ha ritirato il prestigioso Premio Anima 2025, ricevuto da lei e Marco Martinelli per la categoria Teatro.
Ideato da Anima per il sociale nei valori d’impresa – la non profit promossa da Unindustria, che giunge quest’anno alla XXIV edizione – il riconoscimento valorizza il contributo apportato da personalità del mondo dell’arte e della cultura del nostro Paese alla crescita di una coscienza dell’etica, della solidarietà e della responsabilità sociale nell’opinione pubblica, e viene assegnato ad autori e professionisti che, nelle rispettive categorie (Cinema, Fotografia, Giornalismo, Letteratura, Musica, Teatro, Premio Speciale) si sono distinti per la valenza dei contenuti e la forza comunicativa del messaggio trasmesso.
Questa la motivazione per il conferimento del Premio: “A Ermanna Montanari e Marco Martinelli il Premio Anima 2025 per la categoria Teatro, in particolare per il rigore estetico e la dimensione comunitaria ed etica che ha sempre ispirato la filosofia e la pratica scenica del Teatro delle Albe sin dalla sua fondazione nel 1983. La Giuria tiene a rimarcare in particolare il progetto ‘La Divina commedia: 2017-2022’, e la ‘Chiamata pubblica’ ai cittadini di Ravenna per il ‘Paradiso’ nel 2022, e contestualmente il progetto ‘Sogno di volare’ a Pompei, con la messa in scena al Teatro Grande, quest’anno, di ‘Lisistrata’ di Aristofane, capace ancora una volta di trasformare il teatro in strumento di inclusione e crescita civica, coinvolgendo adolescenti a rischio in un percorso creativo e collettivo di restituzione di vita ai classici e senso di comunità ai territori. Una dimostrazione di come l’arte possa educare, unire nella bellezza e generare futuro.”
Ermanna Montanari e Marco Martinelli con il Teatro delle Albe da sempre perseguono un percorso dove arte, rigore estetico e scenico si intrecciano a uno sguardo etico e “politttttttico” sulla comunità.
Il Premio cita due dei progetti che hanno ideato e diretto, “Sogno di volare”, prodotto da Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival, e “La Divina commedia: 2017-2022”, prodotta da Ravenna Festival.
“Sogno di volare”, prodotto da Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival e diretto da Martinelli, nel solco della non-scuola – pratica teatral-pedagogica portata avanti dal ’91 ed esportata in tutto il mondo – ha coinvolto più di trecento adolescenti e bambini dell’area vesuviana a rischio dispersione scolastica, in un percorso creativo culminato nella messa in scena di commedie classiche nel Teatro Grande della città antica. Uccelli, Acarnesi: Stop the War, Pluto: God of Gold e Lisistrata, riscritture da Aristofane, hanno fatto incontrare adolescenti, bambine e bambini da Pompei, Scafati, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata, Torre del Greco, Boscoreale e Napoli, all’interno di un percorso artistico che li ha portati anche fuori: dopo la prima nel Teatro Grande di Pompei, la tournée li ha visti sui palchi di Bologna per ERT, Ravenna per Ravenna Festival, Vicenza per il Ciclo degli Spettacoli Classici al Teatro Olimpico, Milano al Piccolo Teatro. La non-scuola teorizzata da Martinelli con Montanari nel Noboalfabeto, è raccontata in Aristofane a Scampia (Ponte alle Grazie editore), pubblicato in Francia per Actes Sud, che ha vinto il Premio dell’Associazione nazionale dei critici francesi come “Miglior libro sul teatro 20121”. Al progetto “Sogno di Volare” è invece dedicato il libro di Francesca Saturnino La non-scuola di Marco Martinelli, tracce e voci intorno ad Aristofane a Pompei (Luca Sossella Editore).
“La Divina commedia: 2017-2022”, di Martinelli e Montanari, prodotta da Ravenna Festival, ha visto la creazione e la reale e palpitante “messa in vita” della Commedia dantesca, che si è conclusa nel 2022 con la realizzazione di Paradiso. Attraverso il Cantiere Dante ha coinvolto migliaia di cittadini e cittadine di Ravenna, ma non solo, accanto agli attori e alle attrici della compagnia, in un’attività di scavo e approfondimento intorno a Dante, forte di una mescolanza tra alto e basso, tra la sacra rappresentazione medievale e il “teatro di massa” di Majakovskij, che ha valorizzato un lungo lavoro di tessitura di rapporti locali, nazionali e internazionali e che ha reso protagonista la sostanza corale, insieme spirituale e politica, del teatro.
La Chiamata pubblica – pratica ideata da Martinelli e Montanari secondo cui è una città intera che può rispondere all’invito a “farsi luogo”, farsi comunità, nell’epoca dei non-luoghi e della frantumazione del senso comunitario – la si ritrova nella definizione che Dante dà della sua opera, “mirabile visione”; mirabile teatro quindi, capace di accogliere nel proprio campo visivo le molteplici esperienze dell’intera umanità.
Per il “Cantiere Dante” Martinelli e Montanari hanno ottenuto altri importanti riconoscimenti come il Premio Ubu, il Lauro Dantesco ad Honorem, il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro, il tedesco premio culturale VDIG.
Con l’invito e la collaborazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e degli Istituti Italiani di Cultura, i direttori artistici delle Albe hanno inoltre rinnovato lo slancio e il forte respiro internazionale di questo loro percorso con il progetto DANTE NEI 5 CONTINENTI, portando la poesia dantesca nel mondo: da Buenos Aires a New York, da Parigi a Madrid ad Ankara.


























































