Il consigliere comunale Alessio Grillini ha depositato un’interrogazione in consiglio comunale per ottenere maggiori chiarimenti sulla vicenda dell’argine “tagliato” a Tebano in occasione della piena del 25 novembre. Il “taglio” fu ordinato per far defluire l’acqua della piena del Senio in un terreno agricolo. Il livello di piena, però, non raggiunse mai un’altezza da portare alla fuoriuscita dell’acqua. S’innescò però una polemica con i proprietari del terreno e dell’argine stesso, in fase di ricostruzione dopo le alluvioni del 2023.
“Torno, con questa interrogazione, sul tema delle dichiarazioni relative al famoso argine “abusivo”, ritrattate successivamente in parte, e corredate da nuove specifiche tecniche. La fotografia di quelle dichiarazioni va fatta però in quel momento, nella pericolosità e nella dicotomia di quanto allora asserito, ed oggi, ancora non chiarito. Come al solito verità raccontate che pare scostino dalla realtà. Con questo testo cercherò più chiarezza sull’ennesima triste pagina riferita al tema alluvioni” afferma Alessio Grillini.
Il testo dell’interrogazione:
“Premesso che:
In occasione dell’evento meteorologico occorso nel dicembre 2025, il Sindaco di Castel Bolognese ha pubblicamente fatto riferimento alla presenza di un argine definito “abusivo”, sollecitando formalmente il Sindaco di Faenza affinché si procedesse al suo parziale abbattimento
Tale definizione non è stata smentita dalla scrivente Amministrazione la quale, recependo la tesi e la qualificazione giuridica di “abusività”, ha dato corso alle operazioni di rimozione di parte del manufatto in questione
Considerato che:
Nel biennio successivo agli eventi alluvionali del 2023, è stato ripetutamente assicurato in sede di commissione consiliare, sia dai tecnici che dall’Assessorato competente, che gli argini fossero stati oggetto di una mappatura puntuale e completa, o che tale attività fosse in fase di ultimazione
Appare contraddittorio, rispetto alle rassicurazioni ricevute e alla logica di gestione del territorio, che possa emergere improvvisamente un manufatto arginale “ignoto” o “abusivo”, atteso che da oltre due anni l’intera rete arginale è oggetto di monitoraggio, studi idraulici e cantieri di ripristino
L’utilizzo del termine “abusivo” in un contesto emergenziale appare quantomeno improprio, se non strumentale, specialmente a fronte di un intervento d’urgenza su una proprietà privata che, come riportato dagli organi di stampa, ospitava anche attività agricole e animali
Tale provvedimento non sembra essere stato parte di una pianificazione emergenziale o di un piano preventivo di protezione civile (nonostante l’eventuale mancato funzionamento delle casse di espansione di Cuffiano dovesse contemplare scenari alternativi), configurandosi piuttosto come un intervento estemporaneo e privo di coordinamento preventivo
Dalle ricognizioni effettuate lungo i tratti arginali, emerge come, a distanza di due anni, la situazione di manutenzione ordinaria e straordinaria sia ancora distante dagli standard di efficienza promessi
SI INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA
Se sia confermata la natura abusiva del rilevato e, in caso affermativo, come sia stato possibile che le attività di mappatura e gestione dichiarate negli ultimi anni non ne abbiano rilevato la presenza e la criticità prima dell’emergenza
In caso contrario (ovvero qualora il lavoro di mappatura sia stato eseguito correttamente), se il manufatto fosse in realtà non abusivo, rendendo dunque infondate le premesse che hanno portato all’intervento d’urgenza posto nei termini noti
Se l’abbattimento di tale argine fosse previsto in un piano d’emergenza alternativo e, in tal caso, per quale ragione la proprietà non sia stata preventivamente informata; qualora non fosse previsto invece, se tale mancanza sia imputabile all’assenza di una pianificazione per scenari di criticità
Se l’Amministrazione sia consapevole dello stato di incuria in cui versano diversi tratti arginali, in particolare quelli meno visibili o distanti dalle principali infrastrutture viarie, soprattutto sul versante faentino, e quali interventi intenda porre in essere nel breve e nel lungo periodo
Come sia stato possibile che, dopo due anni di studi tecnici, si sia giunti a sacrificare una proprietà privata e la sicurezza degli animali ivi presenti senza alcuna previa concertazione o pianificazione logistica”























































