“A fine agosto il Sindaco Barattoni aveva dichiarato la propria contrarietà all’utilizzo di Ravenna, da parte del Governo Meloni, come scalo portuale preferenziale nell’ambito del sistema nazionale.
Oggi scopriamo invece che, con Deliberazione n. 491 del 18 novembre, la Giunta comunale ha approvato l’adozione della “Carta di Ravenna per i salvataggi in mare”, documento che nasce dall’evento “Mediterraneo oggi – libertà di muoversi, dovere di salvare” del 29 maggio 2025, promosso dal Comune di Ravenna.
A quell’evento hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali locali, nazionali ed europei, oltre agli operatori coinvolti nelle emergenze umanitarie legate ai salvataggi in mare e agli sbarchi di migranti richiedenti protezione internazionale.
Tra i 10 punti inaccettabili della Carta Ravenna, Barattoni indica chiaramente che gli immigrati clandestini debbano sbarcare nei porti più vicini ai luoghi dove esistono i centri di accoglienza e quindi a Ravenna.
Ravenna vive da tempo una situazione di grave insicurezza legata alla presenza di immigrati clandestini ospitati nei centri di accoglienza, soprattutto in quelli che ospitano minori stranieri non accompagnati. Diversi di questi minori anziché affrontare un percorso di integrazione, danno vita o entrano in baby gang dedite ad attività criminali che generano paura nei ravennati. L’accoltellamento del figlio dall’Ing.Patrizi del 15 luglio scorso e il successivo arresto del responsabile e di altri 7 minori stranieri rappresenta l’esempio più eclatante ma non certo esaustivo.
A Ravenna ,grazie alla volontà dell’amministrazione comunale a guida PD, esistono diversi centri per minori stranieri non accompagnati, centri per adulti e Centri di Accoglienza Straordinaria,
questi ultimi gestiti dalla Prefettura. Aggiungere altri clandestini, significa peggiorare la situazione di Ravenna che per quanto riguarda la sicurezza è da tempo fuori controllo.
È evidente – e del tutto inaccettabile – che il Sindaco Barattoni si arroghi competenze che non gli spettano. L’immigrazione clandestina è materia esclusiva dello Stato, non certo del Comune di Ravenna.
I 10 punti programmatici della cosiddetta “Carta di Ravenna” intervengono infatti su temi come:
• pratiche di soccorso in mare e gestione degli sbarchi;
• procedure amministrative per rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno;
• ingressi tramite quote di lavoro;
• sistema di accoglienza.
Un documento che il Comune pretende addirittura di sottoporre all’attenzione del Governo italiano, del Parlamento, dell’Unione Europea e del Consiglio d’Europa. Una vera e propria forzatura istituzionale.
Ma la verità è che è una carta che punta ad aumentare l’accoglienza senza limiti.
I 10 punti della “Carta Barattoni” puntano chiaramente a incrementare ulteriormente l’accoglienza dei migranti, senza porre alcun freno all’ingresso irregolare e con il rischio concreto di aumentare il carico su Ravenna e sul suo territorio.
Con questa iniziativa, il Sindaco Barattoni dimostra ancora una volta la sua distanza dai reali problemi dei ravennati.
Ravenna ha bisogno di sicurezza, servizi, manutenzioni, politiche sociali serie e concrete.
Non di un Sindaco che si mette a fare il legislatore europeo o il ministro dell’Interno.
Barattoni pensi ai cittadini di Ravenna, ai loro disagi e alle loro difficoltà. Finora ha dimostrato solo disinteresse e improvvisazione.”
Veronica Verlicchi
Capogruppo La Pigna, Città-Forese-Lidi


























































