Massimo Isola sindaco di Faenza e presidente Unione faentina

“Le parole di Nicola Carnicella, consigliere territoriale di Lista per Ravenna, sono ripugnanti e inaccettabili e colpiscono tutta la comunità di donne e uomini proprio in un momento in cui, come Romagna Faentina dedichiamo numerose iniziative alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. In una terra che ha fatto della democrazia, della solidarietà e dell’uguaglianza la propria bandiera, parole di questo tipo non possono trovare spazio né giustificazione.

Non dimentichiamo che anche nei nostri territori si sono consumati femminicidi che hanno segnato profondamente le nostre comunità: frasi come queste non solo offendono le donne, ma oltraggiano anche la memoria delle vittime e il dolore dei loro familiari.

Come istituzioni e come cittadini, dobbiamo rispondere con fermezza, continuando a lavorare ogni giorno per costruire una cultura del rispetto, dell’ascolto e della parità, che è il fondamento stesso della convivenza civile.

Riteniamo doveroso che Carnicella si scusi pubblicamente e che la Lista per Ravenna, assieme ai relativi alleati di centrodestra, Lega e Popolo della Famiglia, esprimano una chiara e netta distanza dalle parole di Carnicella, che pubblicamente ha proposto di “organizzare cortei per umiliare, in modo che le lamentele prendano un senso”, contestualmente alle nostre iniziative.

Anzi invitiamo il consigliere Carnicella a partecipare alle iniziative promosse in difesa delle donne; potrebbero essere un’occasione per riflettere e riscoprire quei valori di umanità e rispetto che sono alla base della nostra comunità civile, a lui estranei.”

Bakkali (PD): “Carnicella oltre ogni limite: le sue parole gravissime e inaccettabili.”

« “La violenza sulle donne è sopravvalutata, è un business”. “Nelle rispettive giornate, sarà necessario un corteo per umiliarle, in modo che le lamentele prendano un senso”. Che il consigliere Nicola Carnicella assuma spesso e volentieri posizioni misogine e offensive verso le donne è cosa nota e facilmente verificabile sui suoi profili social o nella sua florida attività di commentatore, cosa che lo relega ormai all’irrilevanza.

Detto questo, con le dichiarazioni riportate nelle ultime ore, si supera una linea rossa che esiste quando si ricoprono ruoli istituzionali.

Abbiamo appreso dal consigliere Ancisi che Carnicella ha rassegnato le dimissioni da Lista per Ravenna, ma rimane il fatto che egli operi tuttora nel Consiglio territoriale sotto quel mandato politico. Le dimissioni e le scuse pubbliche sono il minimo sindacabile che si possa chiedere a questo soggetto.

Il “business” di cui parla Carnicella si traduce, nella realtà, in 70 femminicidi in Italia dall’inizio del 2025. Solo nel Centro Antiviolenza di Ravenna, nei primi sei mesi di quest’anno, si sono rivolte 270 donne: un dato che rappresenta una realtà sommersa di violenze che i numeri ufficiali non riescono a restituire pienamente.

Sono quotidiani i casi di stalking e revenge porn. È in grande aumento il fenomeno dei siti che abusano di immagini di donne inconsapevoli sulle quali si riversano i commenti violenti di omuncoli che pensano di avere di fronte pezzi di carne e non persone.

Carnicella, inoltre, non si ferma al negazionismo: lo supera, incitando alla violenza e invitando pubblicamente a “umiliare le donne”.

Ecco, credo che la gravità di quanto espresso sia assoluta e richieda risposte nette e inequivocabili.

Suggerisco al soggetto in questione di intraprendere un percorso di supporto che lo aiuti a indagare le ragioni profonde della sua misoginia e a uscire dalla cosiddetta “manosfera” dove l’odio per le donne – e soprattutto per la libertà delle donne – rappresenta un nutrimento perpetuo.»

Lorenzo Margotti, segretario comunale PD Patrizia Strocchi, Edgardo Canducci, Andrea Leoni e i consiglieri del Partito Democratico del Consiglio Territoriale di Piangipane

Parole inaccettabili contro le donne. Il PD: “Carnicella si dimetta”

«Intendiamo stigmatizzare con forza quanto espresso dal consigliere Nicola Carnicella, che peraltro riveste anche il ruolo di vicepresidente del Consiglio territoriale di Piangipane, e riportato da Ravenna&Dintorni, in merito alle iniziative organizzate in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

Il consigliere ha infatti dichiarato che sarebbe opportuno organizzare un corteo “per umiliare le donne”, lasciando intendere in modo esplicito che i racconti e le cronache di violenza siano affermazioni false, costruite per raggirare i compagni.

Si tratta di una provocazione inaccettabile, tanto più in un contesto in cui, quasi ogni giorno, una donna viene uccisa per mano del compagno, incapace di accettare di perdere il controllo su quella che considera una sua proprietà.

Siamo, a dir poco, indignati e nauseati dal tentativo del consigliere Carnicella di dimostrare, citando fonti prive di autorevolezza, che le donne attraverso le denunce di violenza avrebbero l’obiettivo di fare cassa a spese dei mariti.

Le fonti autorevoli e i dati ufficiali sostengono esattamente l’opposto: è sufficiente leggere i quotidiani o seguire i notiziari per rendersi conto della drammatica realtà che ogni giorno riempie le cronache.

Vada a dirlo a quei figli che si trovano a dover sopravvivere alla tragedia di una madre uccisa dal proprio padre! Lo dica a quei genitori che per il resto della vita si interrogheranno sul perché un uomo possa arrivare, spesso dopo anni di soprusi e violenze psicologiche e fisiche, ad uccidere la madre dei propri figli, affermando di averlo fatto perché l’amava troppo.

Riteniamo che il consigliere Nicola Carnicella abbia superato ogni limite.

Non è in alcun modo accettabile che il vicepresidente di un Consiglio territoriale si esprima in questi termini, screditando un organo istituzionale al quale crediamo da sempre e che ogni giorno cerchiamo di valorizzare affinché venga conosciuto dai cittadini per il suo ruolo di prossimità e partecipazione.

Chiediamo pertanto che il consigliere Carnicella faccia un passo indietro e si dimetta da consigliere e vicepresidente del Consiglio territoriale di Piangipane, perché questa istituzione si riconosce nei principi costituzionali e non può tollerare che un suo rappresentante arrivi ad auspicare una manifestazione per “umiliare le donne in modo che le lamentele prendano un senso” durante le giornate dedicate alla sensibilizzazione e alla lotta contro la violenza di genere.»

Nicola Staloni – Consigliere Comunale AVS

“Le dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio Territoriale di Piangipane, Nicola Cernicella, secondo cui “la violenza sulle donne è sopravvalutata e un business” e addirittura la proposta di “fare un corteo per umiliarle”, sono inaccettabili e gravemente offensive.
Non si tratta di provocazioni, ma di parole che alimentano una cultura di disprezzo e delegittimazione verso le donne, incompatibile con qualsiasi incarico pubblico.
Chi sminuisce o dileggia la violenza di genere non può rappresentare una comunità.
Come consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra, chiedo le immediate dimissioni di Nicola Cernicella dal suo ruolo istituzionale.
E ritengo doveroso che anche Lista per Ravenna, forza civica con cui Cernicella è stato eletto, prenda pubblicamente le distanze da tali dichiarazioni e chieda scusa alle donne e alla cittadinanza per parole che disonorano il ruolo di rappresentanza.
La violenza di genere non è “un business”: è una realtà che richiede rispetto, consapevolezza e impegno.
Le istituzioni devono essere il primo esempio di civiltà, non un megafono per chi la nega o la deride.”
Igor Gallonetto Capogruppo M5S

“C’è ancora tanta strada da fare sulla lotta alla violenza contro le Donne”

Le deliranti parole di questi giorni di Nicola Carnicella, consigliere territoriale di Lista per Ravenna, che commentando sui social le iniziative faentine organizzate in occasione del 25 novembre, “Giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne”, ha scritto: “nelle rispettive giornate sarà necessario un corteo per umiliarle, in modo che le lamentele prendano un senso”, aggiungendo come la violenza sulle donne sia “sopravvalutata”, o addirittura “un business”; rappresentano la prova plastica di quanto ancora ci sia da fare culturalmente e socialmente, per cambiare il paradigma sul punto.
Assistiamo infatti, ad una banalizzazione raccapricciante della violenza sulle Donne, che è la cartina tornasole del motivo per cui nella nostra legislazione il cosiddetto delitto d’onore sia stato abolito solo nel 1981.
Non bastassero i numeri, che vedono ad ottobre 2025 le donne uccise dall’inizio dell’anno in circostanze riconducibili al femminicidio superare i 60 casi, 95 nel 2024, 100 nel 2023 e 95 nel 2022 (dal 2015 ad oggi sono 1041 le donne uccise nella maggior parte dei casi dal partner/ex partner. Una media di 100 donne all’anno), tocca anche sentire queste deliranti tesi, che altro non sono che un nuovo atto di violenza contro quelle vittime.
Un monito ulteriore che, come MoVimento 5 Stelle, ci sprona a continuare il percorso di condanna e denuncia di ogni episodio di violenza di genere, promuovendo percorsi culturali di educazione affettiva, sin dalle scuole, vera fucina degli uomini che verranno.

Sara Errani (Rete donne della Cgil): “Chiediamo le scuse e le dimissioni di Carnicella”

La Rete donne della Cgil condanna le parole del consigliere territoriale Nicola Carnicella e aderisce al flash mob contro l’odio e la misoginia in programma venerdì 7 novembre alle 17,30 in piazza del Popolo a Ravenna.

Chiediamo le scuse e le dimissioni del consigliere e vicepresidente territoriale di Piangipane – commenta Sara Errani, della segreteria della Cgil e in rappresentanza de La rete delle donne della Cgil -. Le parole proferite da Carnicella sono inaccettabili e riportano indietro gli orologi di diversi decenni. Il consigliere si è reso protagonista di un vero e proprio oltraggio nei confronti delle donne e delle vittime di violenza, al tempo stesso ha voluto attaccare le iniziative che ogni anno vengono organizzate sul territorio il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Ci aspettiamo una presa di posizione forte da parte di tutte le forze politiche, e in particolare da quelle per le quali Carnicella è stato eletto. È necessaria una ferma condanna di quanto espresso dal consigliere. Da parte nostra organizzeremo ancora con maggiore determinazione e convinzione gli eventi in programma in occasione del 25 novembre. L’episodio in questione rimarca quanto lavoro ci sia ancora da fare per sconfiggere la misoginia e per affermare il rispetto per le donne nella nostra società”.

Nota delle Donne Democratiche della provincia di Ravenna

«Le dichiarazioni vergognose, offensive e irricevibili del consigliere territoriale Nicola Carnicella che ha suggerito di “umiliare le donne” con appositi cortei durante le iniziative per il 25 novembre (Giornata contro la violenza sulle donne), “per dar loro un motivo di manifestare”, hanno suscitato le immediate reazioni e prese di posizione da parte dei centri antiviolenza di Ravenna (Linea Rosa), Lugo (Demetra Donne in Aiuto) e Faenza (Sos Donna), della Casa delle donne e dell’amministrazione comunale di Ravenna.

Come Democratiche della provincia di Ravenna, ci associamo alle dichiarazioni del sindaco Alessandro Barattoni, dell’assessora alle pari opportunità Francesca Impellizzeri, dei rappresentanti del Partito Democratico che hanno bollato l’uscita del rappresentante istituzionale come “parole inaccettabili e vergognose” per le quali si chiedono “pubbliche scuse”.

Siamo e saremo al fianco delle associazioni e dei Centri anti violenza. Per questo condividiamo la richiesta di dimissioni del consigliere Carnicella e raccogliamo la chiamata a raccolta di tutte le donne che sono state oltraggiate dal commento del consigliere territoriale. Saremo anche noi in piazza del popolo a Ravenna, venerdì 7 novembre alle ore 17,30 per il flash mob contro odio, misoginia e violenza sulle donne e in sostegno e sorellanza a tutte noi che ogni giorno subiamo umiliazioni e discriminazioni. Adesso basta.

Perché davvero non possiamo tollerare l’affermazione del consigliere Carnicella che la violenza sulle donne sia “sopravvalutata”, o addirittura un “business”. Le associazioni impegnate ogni giorno nel contrasto alla violenza maschile sulle donne, svolgono una funzione preziosa di aiuto che non deve essere infangata da simili falsità.

Ad oggi i dati ufficiali parlano di almeno 71 femminicidi e almeno 62  tentati femminicidi, ma la violenza maschile contro le donne è ampiamente sottovalutata, se si considera tutta la vasta gamma di atti di violenza, così definiti dalla Convenzione di Istanbul: violenza fisica, psicologica o economica, stalking, stupro, mutilazioni genitali femminili, matrimoni forzati e aborto/sterilizzazione forzati, molestie sessuali e crimini commessi in nome dell’onore.

Diffondere notizie false rispetto al tema della violenza contro le donne, incitare all’odio e alla misoginia, veicolare stereotipi e pregiudizi sessisti, significa alimentare la cultura della sopraffazione e del femminicidio e in definitiva istigare alla violenza contro le donne.

Noi non ci stiamo.»

Charles Tchameni Tchienga Presidente dell’ODV Il Terzo Mondo

“Con disgusto che ho appreso dalla stampa dell’atteggiamento aspro e violento espresso dal Consigliere Territoriale Nicola Carnicella, che avrebbe incitato “all’umiliazione delle donne” durante le iniziative legate al 25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.
Cito: “Quella giornata, sarà necessario un corteo per umiliarle, affinché le loro denunce assumano pieno significato”. Prosegue scrivendo che la violenza contro le donne è “sopravvalutata”, che è un “business”.
“Di fronte a un attacco verbale così inedito contro le donne, la Onlus Il Terzo Mondo ODV, in quanto anche antenna contro le discriminazioni, condanna fermamente e inequivocabilmente questo atteggiamento arrogantemente violento, che dimostra un totale disprezzo per le donne.
Queste affermazioni sono indegne di un qualsiasi uomo che, grazie a Dio, è stato concepito, messo al mondo e cresciuto da una donna.
Chiediamo scuse formali al Consigliere Territoriale Nicola Carnicella e lo invitiamo a recarsi presso il nostro Sportello del Sorriso in Via Grado 30, affinché possa constatare di persona una piccola parte dei tanti impegni femminili che mettono in luce il valore innegabile e irrevocabile della donna nella vita quotidiana e nella vita umana.
Esprimo gratitudine e la mia piena solidarietà e fiducia nei confronti di tutte le donne di Ravenna e del mondo. Siete il sale della vita – ha concluso Charles Tchameni Tchienga Presidente dell’ODV Il Terzo Mondo”

Arcigay Ravenna: “Le parole che offendono le donne sono un insulto alla città”

Ciro Di Maio: “Chi rappresenta le istituzioni deve essere esempio di rispetto, non di offesa”

“Negli ultimi giorni, da una figura istituzionale del nostro territorio, sono arrivate parole che offendono e umiliano le donne, arrivando a ridicolizzare la violenza di genere e a definirla un “business”.
Parole gravi, che feriscono non solo chi ne è vittima, ma anche tutte le persone che ogni giorno si impegnano per costruire una società più giusta.

“Quando un rappresentante pubblico usa toni di derisione e disprezzo verso le donne — sottolinea Ciro Di Maio, presidente di Arcigay Ravenna — non sta solo esprimendo un’opinione personale: sta contribuendo a normalizzare la violenza.
La misoginia, come l’omolesbobitransfobia, nasce da una stessa radice culturale: la convinzione che alcune persone valgano meno di altre.
È nostro dovere spezzare questa catena, con le parole e con i comportamenti.
Chi siede nelle istituzioni deve essere esempio di rispetto, non di offesa.”

Arcigay Ravenna esprime la propria solidarietà alle donne, alle associazioni e ai centri antiviolenza che ogni giorno affrontano la violenza e le sue conseguenze.
Sosteniamo e aderiamo con convinzione a ogni iniziativa pubblica e pacifica contro odio e misoginia, a partire dal flash mob promosso dalla Rete delle Donne CGIL.

Come ricordava Michela Murgia, “le parole sono atti politici: ogni parola che scegliamo dice da che parte stiamo”.
Per questo le parole pronunciate da chi ricopre un ruolo pubblico non possono essere considerate “uno sfogo”, ma un atto di responsabilità politica e culturale.
Le parole non sono mai neutre: possono costruire o distruggere.
Ed è con le parole, prima ancora che con le leggi, che si dà forma a una comunità fondata sul rispetto.

“Ravenna – conclude Di Maio – è una città che ha fatto della cultura e dei diritti la sua identità.
Difendere questa identità oggi significa scegliere da che parte stare: quella del rispetto, dell’uguaglianza e della libertà.”