“Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale è stato approvato un ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza – con primo firmatario Nicolò Pranzini, consigliere del Partito Democratico – per chiedere una gestione più equa dei porti di sbarco delle navi ONG, dei flussi migratori e dei fondi destinati all’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il documento, sottoscritto anche dai consiglieri Igor Gallonetto (Movimento 5 Stelle), Nicola Staloni (Alleanza Verdi Sinistra), Chiara Francesconi (Progetto Ravenna), Daniele Perini (Ama Ravenna) e Francesco Stucci (Partito Repubblicano), nasce dalla volontà di sollecitare un confronto nazionale sulla gestione dei flussi migratori e sui costi che i Comuni sono chiamati a sostenere in assenza di un adeguato sostegno statale.
L’ordine del giorno prende le mosse da un dato di fatto: negli ultimi due anni, su indicazione del Ministero dell’Interno, sono sbarcate nel porto di Ravenna ventiquattro navi delle organizzazioni non governative. Un impegno che il Comune di Ravenna ha sempre onorato con senso di responsabilità, collaborando con Prefettura e Ministero per garantire le migliori condizioni logistiche e organizzative durante le operazioni di accoglienza. Il modello ravennate, frutto della collaborazione tra istituzioni e terzo settore, è ormai consolidato, ma – si sottolinea nel testo – la scelta di assegnare porti così lontani dal Mediterraneo rappresenta una contraddizione che rende più complesso il lavoro delle ONG e aumenta la sofferenza delle persone soccorse, costrette a giorni di navigazione prima di poter raggiungere la terraferma.
Il documento richiama anche la posizione espressa dal sindaco Alessandro Barattoni lo scorso agosto, quando annunciò che lo sbarco della nave Humanity 1 sarebbe stato l’ultimo fino alla convocazione di un tavolo nazionale tra le città designate come “porti sicuri”. Pochi giorni dopo, ANCI ha diffuso una nota in cui chiedeva la convocazione di un tavolo di coordinamento nazionale per affrontare la grave carenza di fondi per l’accoglienza dei minori, i disagi nella gestione degli sbarchi e per ottenere informazioni sull’attuazione del Patto europeo sulle migrazioni. In risposta, il sindaco di Ravenna ha ribadito la necessità di un confronto chiaro e strutturato con gli altri livelli istituzionali, in particolare sui criteri di assegnazione dei porti alle ONG, sulla mancata copertura dei costi sostenuti dai Comuni – in particolare per i minori stranieri non accompagnati – e sul rispetto reciproco tra governo nazionale e amministrazioni locali. Ad oggi, infatti, le spese sostenute dai Comuni per il 2023 e il 2024 non sono ancora state rimborsate, e anche per il 2025 è evidente che le risorse stanziate non saranno sufficienti a coprire i costi.
Il testo approvato sottolinea inoltre come, nonostante le difficoltà, gli sbarchi continuino e anzi aumentino, mentre i rimpatri restano sostanzialmente fermi. Allo stesso tempo, il centro per migranti in Albania, rimasto vuoto, è costato oltre 150 mila euro a posto letto per appena 400 persone. Dopo quasi tre anni di governo, nulla di concreto è stato fatto per migliorare la gestione delle politiche migratorie: al contrario, la decisione di assegnare porti sempre più lontani ha solo aggravato la condizione di chi viene soccorso e di chi opera in mare per salvare vite umane.
L’ordine del giorno impegna dunque il sindaco e la giunta a richiedere con determinazione la convocazione, da parte del Ministero dell’Interno, di un tavolo nazionale – come già proposto da ANCI – per definire, in un’ottica di collaborazione istituzionale, i criteri di assegnazione dei porti di approdo e per costruire un coordinamento tra le città portuali che consenta una gestione uniforme e condivisa degli arrivi. Si chiede inoltre di rivedere la prassi di assegnare porti lontani, riducendo i tempi e le distanze di navigazione per garantire un accesso più rapido ai servizi essenziali e una maggiore efficienza delle operazioni di soccorso.
Un ulteriore impegno riguarda la copertura del Fondo per i minori stranieri non accompagnati, oggi insufficiente a ristorare le spese dei Comuni, e la richiesta al Parlamento e al Governo di recepire l’articolo 17, paragrafo 4, della direttiva europea 2013/33/UE, che permetterebbe ai richiedenti asilo che lavorano di contribuire ai costi della propria accoglienza, favorendo percorsi di autonomia e contrastando fenomeni di sfruttamento.
Infine, il documento chiede di rafforzare il Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), in coerenza con il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, e di integrarlo sempre più con la rete dei servizi territoriali, assicurando che anche i centri di accoglienza straordinaria garantiscano con continuità l’insegnamento della lingua italiana, strumento essenziale per l’inclusione e l’autonomia delle persone accolte.
«Ravenna affronta con equilibrio e senso civico una sfida che il Governo continua a scaricare sui territori – dichiara il segretario comunale del PD, Lorenzo Margotti –. Il nostro impegno nell’accoglienza non è mai mancato, ma servono regole chiare, risorse adeguate e rispetto istituzionale. Dietro ogni sbarco ci sono persone, non numeri: la politica nazionale deve assumersi la responsabilità di garantire dignità a chi arriva e strumenti a chi accoglie.»
Con questa iniziativa, la maggioranza del Consiglio comunale di Ravenna ribadisce la necessità di un approccio basato sulla collaborazione tra istituzioni, sull’equità nella distribuzione delle responsabilità e sul rispetto dei diritti umani, valori che rappresentano la base del lavoro del Partito Democratico e dell’intera amministrazione.”
























































