“Si è svolta nella sala del Consiglio comunale, in data 22 settembre scorso, la discussione di una petizione  riguardante la collocazione (già avvenuta) di un traliccio  per l’installazione di antenne per la telefonia mobile in viale Randi. Un incontro in commissione volutamente differito nel tempo (casualmente calendarizzato solamente dopo le elezioni amministrative locali), per cui non restava alcun margine di intervento stante lo ‘status quo’!

Nei vari interventi dei commissari è emerso un chiaro atteggiamento teso ad attribuire competenze e responsabilità al livello statale, escludendo qualsiasi margine di manovra da parte del Comune. È dunque vero che non si tratta in senso stretto di valutazione autorizzativa del Comune in quanto tali richieste sono rubricabili come opere di privato, ma di pubblica utilità, tuttavia sono profondamente convinto che l’amministrazione comunale possa assumere un ruolo attivo, specie in fase di istruttoria.

Una giunta comunale non può accettare interventi di installazione di grandi antenne (anche oltre i 30 metri) con un forte impatto ambientale, paesaggistico e sociale come quelli, in ordine di tempo, posizionati  nel bel mezzo del Giardino Maria Montessori e nell’aiuola spartitraffico di viale Randi (a ridosso dell’ospedale).

Tali infrastrutture, anche sotto il profilo estetico, rappresentano un vero orrore per una città d’arte. Non si può accettare a cuor leggero la proposta di insediare questi piloni in zone di pregio ambientale o a ridosso di strutture sanitarie. Si fa presente che, nelle vicinanze dell’ospedale, già insiste, tra l’altro, una seconda antenna Tim e che, in questi casi, sarebbe opportuno e auspicabile un accorpamento, non un raddoppio di tali brutture. Il Comune, dunque, deve potere concorrere nell’individuazione delle aree più idonee, favorendo la posa in opera  sopra i fabbricati, dove la vista di tali impianti   sarebbe notevolmente ridotta e mascherata.

Peraltro la proliferazione di queste strutture di palese bruttura pare non avere limiti: è infatti già stata avanzata una nuova richiesta per la collocazione di una nuova infrastruttura telefonica a Lido di Dante, all’interno di un giardino pubblico, in una zona di notevole interesse pubblico e in un contesto tutelato, in spregio ai beni ambientali e paesaggistici della zona, oltretutto in una località che denota già anche seri problemi alla viabilità locale. Mi pare che le ragioni siano sufficienti per un chiaro atto di diniego, tranne che si voglia, anche in questo caso, ma in modo inopportuno, attribuire ogni competenza e responsabilità allo stato.

Da quanto sopra, appare evidente come il Comune non possa lavarsi le mani di fronte a questa proliferazione pericolosa e soprattutto oltraggiosa dell’ambiente e del bene pubblico. Serve uno strumento di programmazione e di pianificazione in grado di regolamentare una materia particolarmente delicata che, oltre all’ambiente e al paesaggio, riguarda anche la salute dei cittadini, con lo scopo di garantire sì la funzione pubblica e necessaria di tali apparati, ma senza stravolgere la bellezza della città d’arte.”