“Ravenna in Comune ha appreso con piacere dell’intervento effettuato dal Sindaco di Ravenna, dalla Presidente della Provincia e dal Presidente della Regione sul Presidente e sull’Amministratore Delegato di SAPIR in relazione a n.2 container contenenti materiale bellico destinati all’imbarco con destinazione Haifa.
L’intervento che, a quanto risulta, ha avuto successo (e pertanto l’imbarco non verrà effettuato da Ravenna), è stato effettuato in considerazione del ruolo di azionisti della società SAPIR rivestito, tra gli altri, da Comune, Provincia e Regione. Ciò conferma che, ove intendano esercitarli, le Istituzioni hanno i poteri per rendere effettivo il boicottaggio dell’azione genocida israeliana sulla popolazione palestinese.
Lo conferma indirettamente anche il Comunicato ufficiale con il quale il Sindaco, appreso che “il Presidente di Sapir ha comunicato la non disponibilità del terminal nel far transitare questi container”, ha precisato:
“È evidente che per noi questa è una buona notizia ma rende sempre più evidente che non possono essere singoli gesti a fermare quanto sta accadendo quotidianamente e silenziosamente nei nostri porti. Sono sempre più necessarie e urgenti prese di posizione chiare e nette da parte del Governo Italiano. Non si può continuare a far finta di non vedere e non sapere che contribuire al massacro di Gaza è disumano”.
Siamo totalmente d’accordo sul fatto che “non si può continuare a far finta di non vedere e non sapere che contribuire al massacro di Gaza è disumano”. Siamo altrettanto d’accordo sul fatto “che non possono essere singoli gesti a fermare quanto sta accadendo quotidianamente e silenziosamente nei nostri porti”. E non solo i porti, bisogna aggiungere all’elenco tutti i luoghi, le organizzazioni, le associazioni, i progetti, le imprese che con quel Paese che intraprende politiche disumane fanno affari e/o intessono rapporti di ogni genere. Dunque come Ravenna in Comune chiediamo al Sindaco di essere coerente e conseguente ed azionare tutte le leve in sua disponibilità per far cessare ogni rapporto di qualunque natura con Israele a partire dalle società di cui il Comune è socio.
Così come non ha aspettato che fosse il Governo Italiano a muoversi, il Comune faccia la sua parte in ogni azione di competenza ed eserciti pressione istituzionale dove non è possibile un intervento diretto. In mancanza di una forza di interposizione armata, infatti, solo l’interruzione di ogni legame con Israele e la trasformazione dello Stato sionista in un paria internazionale può fare la differenza per la popolazione palestinese.
Ci farebbe piacere, a questo proposito, ricevere l’adesione del Sindaco al nostro appello, presentato in pubblica conferenza lo scorso 4 settembre, affinché la nazionale maschile di calcio non disputi la partita con Israele il prossimo 14 ottobre. Come dichiarato in quella occasione: “Questa nostra azione è diretta ad allargare la consapevolezza che, se i governi tacciono, resta alle cittadine e ai cittadini del mondo il compito di arrestare il genocidio. Questo si può fare, con azioni non violente, ostracizzando Israele dal consorzio umano. E il calcio, questo importantissimo simbolo, specie in Italia, può aiutare questa comprensione. Come Ravenna in Comune continueremo in questa direzione sia con nostre azioni che partecipando a quelle che sono state e saranno organizzate con lo stesso fine”.
Già oggi, 19 settembre, su iniziativa di CGIL, si terrà una manifestazione e un corteo in partenza, alle ore 16.00, dal Pala de André con arrivo nella Darsena di Ravenna. E, sempre oggi, CGIL ha indetto uno sciopero di 4 ore in tutta l’Emilia Romagna (8 ore per i lavoratori del porto). Sabato 20 settembre, su iniziativa di USB, si terrà dalle ore 16.00, nella Darsena di Ravenna (dietro la stazione ferroviaria), assemblea di preparazione dello sciopero indetto dai sindacati di base nella giornata di lunedì 22 settembre. Come Ravenna in Comune invitiamo chi può a partecipare.”



























































