“La classica risposta di un’Azienda che non stupisce più. Un’Azienda che ha un debito nei confronti dei propri dipendenti di migliaia di giorni di ferie, maturate e non godute, ma che tuttavia spreca il proprio tempo a recuperare in molti casi solo poche decine di euro piuttosto che impiegare le proprie energie all’individuazione di soluzioni che possano migliorare le condizioni di lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori essi siano sanitari, tecnici o amministrativi.
Ci chiediamo cosa possa spingere l’Azienda USL della Romagna ad assumere un atteggiamento di questo tipo. Ma nulla ci stupisce da parte di un’Azienda nella quale si ha l’impressione che la mano destra non sappia cosa fa quella sinistra.
Un’Azienda che se la canta e che se la suona a proprio piacimento mentre, numeri alla mano, i propri dipendenti non se la passano così tanto bene. Ecco, è da qui che un’Azienda con la A maiuscola dovrebbe ripartire e cioè riflettendo su cosa fare per gratificare e valorizzare i propri dipendenti. Ma forse, visto quanto accade, è chiedere troppo.
Intanto, probabilmente per la soddisfazione di qualche dirigente, si recuperano poche decine di euro, mentre l’enorme debito dell’Azienda nei confronti dei propri dipendenti resta. A tal riguardo e soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti, c’è da chiedere: cara Azienda cosa intendi fare ???
Adesso non ci rimane che sentirci dire che i dipendenti hanno tante ferie arretrate perché non le vogliono fare e che nella stragrande maggioranza dei casi fanno tante ore di straordinario su base volontaria.”























































