“L’estate sta finendo e fra poche settimane il Sindaco Barattoni recapiterà a tutti noi Ravennati, tramite Hera – di cui il Comune è socio e parte della governance – le bollette con un “regalo” l’aumento della tariffa rifiuti: +8,17% medio.
Tutto questo mentre il servizio è in costante e pesante peggioramento, come dimostrano le numerose situazioni di degrado dovute alla mancata o insufficiente raccolta dei rifiuti.
Degrado e sporcizia, con proliferazione di topi, ratti e insetti, ormai non risparmiano nessuna parte del territorio comunale, dal centro storico ai lidi, fino alle frazioni.
I Ravennati – famiglie, cittadini, imprese, liberi professionisti, enti e associazioni – si ritroveranno così a pagare un nuovo aumento dopo quelli del +2,50% nel 2022, del +4,76% nel 2023 e del +9,6% nel 2024.
Ma la cosa davvero preoccupante è il silenzio delle associazioni di categoria e dei sindacati ravennati, evidentemente non turbati da questo ennesimo aumento della tariffa che graverà ancora una volta su lavoratori, pensionati, imprese, associazioni ed enti. Perché non dicono nulla? Sono d’accordo con questo ulteriore, pesantissimo rincaro?
Il PD non si limita ad aumentare la Tari: il Comune di Ravenna applica la massima aliquota comunale IRPEF; l’AUSL Romagna sta chiedendo ai ravennati il pagamento di prestazioni di Pronto Soccorso di diversi anni fa, senza peraltro presentare le necessarie richieste formali; la Regione Emilia-Romagna ha aumentato i ticket farmaceutici e ha già deliberato l’aumento sia del bollo auto che dell’IRPEF regionale.
La Pigna lo aveva previsto già in campagna elettorale e oggi, come allora, propone una soluzione concreta: abbiamo depositato una mozione che indica come reperire i fondi dal bilancio comunale per coprire l’aumento di oltre 3 milioni di euro, senza gravare sulle tasche dei cittadini. Ma dal Sindaco, neanche una parola. Una vergogna democratica.
Il passaggio dalla Tari alla Tarip non solo complica la vita ai contribuenti, ma affida completamente gestione e incasso del servizio rifiuti a Hera, società partecipata dal Comune tramite Ravenna Holding, che siede anche nel CdA con l’ex consigliere regionale PD Gianni Bessi. Una scelta opaca e segnata da pesanti conflitti di interesse: Hera elabora le tariffe insieme al Comune, che poi le porta all’approvazione di Atersir. Chi ha dato l’ok all’aumento? L’assessore PD Federica Moschini, nel Consiglio Locale Atersir, in totale silenzio e senza coinvolgere il Consiglio comunale.
Coinvolte anche cooperative e referenti del PD. L’aumento, infatti, è stato elaborato dal raggruppamento R.T.I. Hera – Formula Ambiente – Ciclat. Ricordo che Formula Ambiente aderisce a Federcoop Romagna, di cui è dipendente in aspettativa lo stesso Sindaco Barattoni.
Tutto torna: cambia il Sindaco, cambia il nome della tassa, ma non cambiano i salassi né i legami imbarazzanti tra Comune, Hera e mondo cooperativo legato al PD.”
Veronica Verlicchi
Capogruppo La Pigna, Città-Forese-Lidi

























































