Nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, Legacoop associa 362 cooperative, che complessivamente sviluppano un valore della produzione pari a 7,5 miliardi di euro e occupano più di 25mila lavoratori; i soci sono oltre 320mila.
Prendendo in considerazione i singoli settori, risulta decisamente positivo l’andamento dei Servizi.
Buono anche il 2024 delle cooperative del settore Industriali: prudenza e timori derivano in questo caso dall’instabilità internazionale, che può incidere direttamente e in prima battuta proprio su questi settori (costo materie prime ed energia).
Venendo al 2025, oltre i due terzi delle cooperative prevedono un anno di stagnazione. Tornano nelle stime prudenza e una certa sfiducia. Tra gli aspetti positivi un fabbisogno complessivo di circa 5.000 lavoratori fino a dicembre 2025 (+ 14% rispetto all’anno precedente).
Oltre la metà delle imprese associate a Legacoop Romagna ha previsto per il 2025 nuovi investimenti: si tratta soprattutto delle imprese agricole, di produzione lavoro, di servizi. Si tratta soprattutto di investimenti in IA, innovazione produttiva e logistica.
«Rispetto al 2023 – dichiara il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi – è evidente una diminuzione delle situazioni negative; restano pochi, per fortuna, gli andamenti di evidente deterioramento gestionale e di prospettiva. Quest’anno in cima alle preoccupazioni ci sono la difficoltà di reperimento della manodopera, la diminuzione della crescita del Paese (confermata dall’andamento del 1° trimestre pubblicato da Istat), il calo dei consumi, la crisi climatica e, soprattutto, l’instabilità internazionale. Per una parte rilevante delle imprese, la Romagna si sta modernizzando: se teniamo conto di quel che è successo a questo territorio da maggio 2023 ad oggi, possiamo certamente affermare che resiste saldamente quel patto sociale fra imprese, comunità e istituzioni, che è una condizione indispensabile per uno sviluppo solido e continuativo. La cooperazione non si ferma, resiste alle intemperie internazionali, climatiche ed economiche, guarda avanti, investe e gestisce il presente senza smettere di pensare al futuro».
























































