Il gruppo “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna” ed Italia Nostra sezione di Ravenna organizzano un presidio domenica 23 novembre, a partire dalle ore 15, in via Galla Placidia, di fronte al platano monumentale nei pressi del Mausoleo di Galla Placidia, esternamente alla recinzione del complesso monumentale.

“Quale modo migliore per festeggiare i 1600 anni del Mausoleo, ricorrenti proprio quest’anno, segando i dodici pini, simbolo di eternità, che per quasi cento anni lo hanno adornato?” commenta sarcasticamente il gruppo di cittadini.

“Il presidio vuole denunciare il gravissimo atteggiamento omissivo degli enti coinvolti, che, non si sa per quale motivo, non hanno mai inviato, nonostante richieste e solleciti, la documentazione riguardante il filare storico dei pini monumentali e le manovre in corso per arrivare ad abbatterli, con un percorso che appare per niente chiaro” criticano i cittadini.

Questa la ricostruzione dei cittadini e di Italia Nostra: “Si parte infatti dal turista architetto milanese che, dopo la gita a Ravenna richiede a destra e a manca di abbatterli, e da lì per i meravigliosi pini monumentali di uno dei complessi dell’arte paleocristiana più preziosi al mondo, esistenti senza problemi da quasi cento anni, inizia la condanna. Subito i cittadini chiedono gli atti, ma senza che nulla sia inviato. Si presume che la Diocesi abbia blindato la procedura, ma perché? Poi, nell’avviso affisso attorno ai pini giovedì scorso, si legge: “Questa Soprintendenza sollecita codesta Archidiocesi di precludere immediatamente gli spazi afferenti alle alberature in questione, come da nota Prefettizia del 12 maggio 2025”. Se il Prefetto ha scritto il giusto, sono passati oltre sei mesi con crollo imminente e migliaia di turisti in transito e nessuno ha provveduto? Nel frattempo, gli alberi sono rimasti saldamente al loro posto, in barba al terrorismo e nonostante le svariate tempeste di vento che si sono susseguite. Tutto questo appare, oseremmo dire, ridicolo, ma a farne le spese sono alberi che costituiscono un contesto preziosissimo unico al mondo, e che quindi rischiano di essere spazzati via sull’onda di suggestioni, approssimazioni e passaggi tenuti blindati”.

“Nello stesso avviso si parla di tavolo tecnico di prossima convocazione, ma visto quanto apparso oggi sulla stampa sembra quasi che il tavolo serva per mettere gli enti davanti al fatto compiuto e ad una scelta irrevocabile. I cittadini non possono tollerarlo! Non è possibile distruggere un complesso monumentale dall’oggi al domani sull’onda di timori preventivi e quasi sempre privi di fondamento scientifico, tenendo tutto nascosto, senza aver consultato un pool di esperti di altissima caratura, senza aver eseguito, più volte, tutte le prove e le analisi necessarie, e senza aver coinvolto la popolazione su una scelta drammatica che li tocca da vicino perché distrugge un patrimonio dell’umanità intera. E, soprattutto, senza aver valutato tutte le possibili alternative – e ce ne sono molte – scegliendo invece la strada più comoda e sbrigativa, neanche si trattasse del giardinetto di casa.  Riteniamo che il Comune di Ravenna, che verrà indubbiamente danneggiato da una scelta così frettolosa, debba arginare con fermezza la decisione imposta dalla Diocesi e avallata dalla Soprintendenza, al contempo rendendo disponibili tutti gli atti e le perizie. Da semplici cittadini chiediamo supporto a tutti gli esponenti del mondo della cultura e dell’arte affinché facciano sentire la loro voce autorevole, spazzando via i venti di paura che avvolgono sempre più le nostre esistenze, in tutti gli ambiti”.

Secondo coloro che hanno organizzato il presidio: “Le soluzioni ci sono, e vanno ricercate ed applicate. La Diocesi, che si appresta purtroppo a decimare tanti dei suoi preziosissimi beni, non condanni anche gli alberi del monumento realizzato come ultima dimora di Galla Placidia senza aver prima valutato ogni possibilità. I pini sono simbolo di eternità e della città di Ravenna; la pigna sta da 16 secoli sul tetto del Mausoleo. Appuntamento dunque dalle ore 15.00 alle ore 16.30, domenica 23 novembre in via Galla Placidia”.

Il presidio è autorizzato dalla Questura.