“Ogni giorno sono circa 600 le persone che necessitano di un prelievo e che si recano al CMP di via Fiume Montone Abbandonato di Ravenna.

Metà accedono attraverso prenotazione, gli altri con la regola dell’accesso diretto. A gestire questi numeri elevati sono previsti 7 ambulatori attivi a partire dalle ore 07.15 del mattino fino alle ore 9 accogliendo pazienti con sola prenotazione (fatta eccezione per disabili, donne gravide, bambini che possono fare accesso diretto) mentre dalle ore 09.00 alle 12.00 restano aperti solo 2 ambulatori per prenotati e liberi accessi.

Gestire questi numeri è quasi sempre complicato anche per via del fatto che l’appuntamento dei prenotati potrebbe subire dei ritardi per via del numero elevato dei liberi accessi. Da qui, nascono ogni giorno diverse aggressioni verbali nei confronti di Infermieri e OSS che ovviamente non hanno nessuna colpa a riguardo.

Inoltre, la sala di attesa del punto prelievi appare troppo piccola per contenere questi numeri e la sala di attesa ubicata di fronte agli sportelli del CUP deve accogliere anche tutte le altre persone che necessitano di altre tipologie di prestazioni e parliamo mediamente di altre 300 persone circa oltre a quelle già gestite per gli accessi diretti agli ambulatori prelievi.

Come negli ospedali anche nei distretti e nei servizi territoriali le lavoratrici e i lavoratori che lavorano nel settore sanitario subiscono ogni giorno aggressioni di ogni tipo. Un fenomeno inaccettabile che va assolutissimamente stigmatizzato e per il quale vanno messe in campo tutti gli strumenti di sostegno e tutela degli operatori. Nel caso di specie inoltre, come UILFPL chiediamo se non sia il caso di organizzare gli accessi al punto prelievi attraverso un percorso maggiormente governato.”