“Nel giugno 2018, con Salvini Ministro dell’Interno di quello che sarebbe stato il primo Governo con Conte presidente del Consiglio, l’Italia si rifiutò di concedere l’attracco alla nave umanitaria Aquarius, noleggiata da SOS MEDITERRANEE e gestita in partnership con Medici Senza Frontiere. Fu la prima volta. La nave, dopo un lungo tira e molla, finì per essere scortata fino a Valencia dal pattugliatore Dattilo e dalla nave Orione della Marina Militare Italiana che imbarcarono sino al porto spagnolo gran parte delle 630 persone che erano state salvate dalla Aquarius di fronte alle coste libiche. Vi arrivò il 17 giugno, dopo otto giorni in mare ed un viaggio di 1.300 chilometri. Il 10 giugno, quando la vicenda era appena agli inizi e la nave ancora non sapeva dove sarebbe riuscita a sbarcare i suoi passeggeri, l’allora Sindaco di Ravenna Michele de Pascale, in favore di telecamere, annunciò: «Il nostro porto è sempre aperto». Già, ma all’epoca non c’era nessun rischio che una nave umanitaria arrivasse davvero!
Sono passati sette anni da allora e con il nuovo arrivo a Ravenna della nave umanitaria Humanity 1 con il suo carico di persone salvate al largo della Libia, un viaggio di 1.600 chilometri e cinque giorni in mare, sono 24 le navi di soccorso arrivate a Ravenna. Così l’attuale Sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni se ne è uscito con un «per quanto ci riguarda, quella in arrivo sarà l’ultima nave che attraccherà a Ravenna». Perché? «Nonostante i proclami e la propaganda, infatti, restano le persone da accogliere e l’innegabile aumento degli sbarchi. Come se non bastasse, in questo ambito si sono solo sprecate enormi quantità di denaro pubblico per la fallimentare operazione in Albania, di cui dovremo rendere conto alle nostre coscienze e a quelle dei nostri figli. Quando alla disumanità si affianca il calcolo elettorale, la politica esprime il peggio e a questo serve ribellarsi». Soprattutto c’è chi ha già ottenuto l’esenzione dall’arrivo di persone contro cui si scatena l’odio mediatico a cui, evidentemente, il PD è molto sensibile. Infatti, ha aggiunto Barattoni: «Questa settimana il sindaco di Ancona, centrodestra, altra città che in questi anni ha accolto diversi sbarchi (qualcuno meno di Ravenna), si è prima lamentato di una nuova assegnazione e poi ha ricevuto dal governo Meloni, tramite il ministro Tajani, rassicurazioni sul fatto che altre navi non sarebbero più approdate nella località marchigiana». Certo, alla pietanza ha aggiunto il condimento della «disumanità e l’incoerenza di una scelta che complica il lavoro delle ong e aumenta la sofferenza dei migranti, che dal centro del Mediterraneo vengono costretti a diversi giorni di navigazione prima di arrivare a terra». Ma si tratta, appunto, solo di un condimento: la sostanza è quella di chiudere le porte alle navi che portano migranti e problemi ed il PD, da Bologna a Ravenna, non ha né tempo né voglia di affrontarli.
Basta sentire cosa ha detto di questa storia quello stesso de Pascale del porto di Ravenna per sempre aperto. Nella consueta comparsata al Meeting di Rimini, con a fianco di Ministro dell’Interno Piantedosi, è stato chiarissimo: «In questi giorni al porto di Ravenna arriverà un’altra nave e il 70% di quelle persone diventeranno clandestine, questo lo sappiamo già. Quella persona che non riceve lo status di protezione internazionale e che rimane clandestina in Italia, se è passata dai centri libici, non ha paura dello status di clandestino o del caporalato. Il caporalato fa paura a noi visto con gli occhi di chi vive qui, ma chi è passato da un campo di detenzione libico non torna nel suo Paese, rimane qui clandestino. Non ci piace? Vorremmo che non arrivasse? Sì, vorremmo che fosse così». La soluzione per de Pascale? «Proviamo a iniziare a parlare di permesso di soggiorno per merito».
Con un centrosinistra così, che bisogno c’è del centrodestra? In occasione di uno dei primi attracchi a Ravenna delle navi umanitarie (si trattava proprio della Humanity 1 il 25 aprile 2023), Ravenna in Comune aveva dichiarato:
«Ravenna in Comune rivolge tutto il suo biasimo a chi nel Governo italiano, ma non solo, si prodiga perché aumenti il numero delle morti raccontando la frottola che le misure prese servirebbero ad impedire lo sfruttamento delle migrazioni. Nella situazione attuale le migrazioni si possono fermare attraverso le politiche anti-migratorie italiane con le stesse prospettive di successo abbondantemente illustrate dalla storia dell’impero romano. Si tratta di un fenomeno globale dovuto a cause che non si sta facendo nulla per risolvere all’origine e che, sicuramente, non troverà soluzione con quel piano governativo che solo offende il nome di Enrico Mattei. Ravenna in Comune torna però a ribadire come le politiche fasciste non siano una prerogativa dell’attuale Governo italiano ma abbiano attraversato, senza eccezioni, gli ultimi decenni fin dall’istituzione di quei centri di detenzione chiamati “centri di permanenza temporanea” da parte di una legge che porta il nome di un ex presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano, all’epoca ministro dell’Interno) e di una politica di lunghissimo corso, Livia Turco (all’epoca ministra della Solidarietà), nell’ambito del primo Governo guidato da Romano Prodi. Un contesto politico apparentemente lontano da quello dell’attuale Governo a guida Fratelli d’Italia eppure… Eppure non va dimenticato come Massimiliano Romeo, capogruppo Lega alla Camera dei Deputati, il 7 marzo 2023, abbia riconosciuto che: «Il decreto “Ong” che abbiamo approvato è semplicemente la codificazione in legge del codice di condotta adottato dall’allora ministro Minniti». Marco Minniti, ministro dell’Interno del Governo guidato da Paolo Gentiloni, è stata la personificazione stessa del contrasto alle ONG impegnate nel salvataggio dei migranti». È stato il centrosinistra, prima ancora del centrodestra, a concludere accordi con le milizie libiche camuffate da presunte Istituzioni, a fornirle dei mezzi per sparare alle navi umanitarie come accaduto (ma non era la prima volta) alla Ocean Viking lo scorso 24 agosto. Non si può non concordare con la SOS Humanity che gestisce la Humanity 1 quando dichiara: «L’Italia e l’UE sono complici della violenza e delle violazioni dei diritti umani nel Mediterraneo centrale!».
Con l’annuncio dei porti chiusi (che peraltro un Sindaco non ha nessuna autorità di chiudere) e con la rivendicazione che sia la discrezionalità a sostituire l’oggettività nei permessi di soggiorno il centrosinistra ha toccato il fondo? Quando si arriva sul fondo si può sempre iniziare a scavare per sprofondare più in basso…
Tutto questo spiega abbondantemente perché non sia mai stato dato nemmeno un cenno di riscontro alla proposta di Ravenna in Comune di organizzare la banchina della fabbrica vecchia come approdo temporaneo con un minimo di dignità e di servizi per l’accoglienza dei sopravvissuti salvati dalle navi umanitarie. Noi, però, che (a differenza del PD) non abbiamo alcuna paura dei quattro fascistelli che ogni volta inondano di centinaia di messaggi di odio i nostri comunicati sul tema, non rinunciamo ad insistere e continueremo lungo la strada che va in direzione opposta ai porti chiusi e all’accoglienza discrezionale.
Ben arrivata anche questa volta la Humanity 1 e i suoi 51 passeggeri, salvati da morte certa in una barca sovraffollata e inadatta al mare, senza giubbotti di salvataggio ed in condizioni critiche. Ben arrivata al porto aperto di Ravenna.”
Ravenna in Comune


























































