“Mercoledì si è tenuta la riunione della commissione consiliare che doveva discutere la petizione sulla scuola Mordani. Oltre 600 cittadine e cittadini hanno chiesto all’Amministrazione Comunale di sospendere la decisione di cancellare la presenza di una scuola elementare nell’edificio di via Mordani di Ravenna per dirottarci la Damiano. 600 è un numero importante, che rivela quanto l’argomento sia sentito, ancor più rilevante se si pensa che il numero degli alunni nell’anno scolastico in corso è di 125. L’Assessora Impellizzeri ha dichiarato, testualmente, che “il contesto storico e la situazione che stiamo vivendo, in maniera particolare rispetto al tema della scuola, prevede una certa delicatezza nell’affrontare la tematica”. L’Assessora ha dei modi molto garbati, chiede scusa, ringrazia e sorride. La sostanza però è meno gradevole. Fatto sta che ad oggi, come ha dovuto ammettere, non è stato diffuso alcun progetto per il materiale trasferimento degli alunni dell’attuale Mordani in quello che è un edificio scolastico incompatibile con i bambini delle elementari, la media Novello. Ci sono delle “idee progettuali”. Come queste verranno trasformate in edilizia ancora non si sa. Dunque ci riserviamo di riparlarne quando un progetto prenderà consistenza. In ogni caso la risposta alla petizione è stata: “ciccia”. No, insomma.
È anzi saltato fuori che il progetto di trasferimento è in lavorazione da giugno 2025, molto prima dunque rispetto a quando la decisione è stata annunciata (ottobre 2025) alla cittadinanza. Non stupisce che chi ha presentato la petizione abbia espresso delusione: “uno si sente preso in giro”. Restano ed anzi si rafforzano tutte le considerazioni svolte da Ravenna in Comune: “Ciò che emerge chiaramente è la volontà di questa Amministrazione di centrosinistra di trasformare il centro storico in una vetrina per turisti affossando la possibilità di abitarlo. A partire dalla scuola. Significa consapevolmente spegnere la possibilità che il prossimo anno ripartano le prime. Facile infatti prevedere un ulteriore calo nelle iscrizioni. E condannare all’estinzione la primaria significa del resto creare le condizioni per la successiva estinzione delle secondarie di primo grado. Le scuole sono uno dei servizi più importanti per una comunità e senza scuole non c’è comunità. C’è solo una serie di vetrine, alcune delle quali, peraltro, spente”.
Oggi che la Regione si fa commissariare rispondendo negativamente alla richiesta di dimensionamento scolastico, proprio oggi che il Comune dichiara di voler preservare a livello locale il numero degli istituti comprensivi, di fatto si creano le condizioni per la sparizione delle scuole dal centro storico. Quasi. Perché, come abbiamo già osservato: “Due scuole private (paritarie) cattoliche si avvantaggeranno proprio dell’ulteriore indebolimento della Mordani per accrescere la loro appetibilità verso chi preferisce (e può permettersi) il privato. Come già nella sanità viene consapevolmente avvantaggiato il privato a scapito del pubblico proprio da parte di chi, a parole, dice di volerlo difendere”.
Ravenna in Comune è a fianco di chi contesta la decisione e sollecita l’Amministrazione Comunale ad avere maggiormente a cuore l’interesse della comunità rispetto a quello di avere sempre l’ultima parola, anche quando questa è palesemente sbagliata.”

























































