La Capitaneria di Porto di Ravenna ha emanato un’ordinanza che consente l’accesso a navi con pescaggio fino a 10,80 metri in dieci terminal, migliorando le possibilità di manovra all’interno dello scalo. “Si tratta di un risultato significativo per il sistema portuale”, sottolineano il Presidente e il Direttore Generale di CNA Ravenna, Matteo Leoni e Massimo Mazzavillani.
Secondo CNA, il provvedimento dà concretezza agli interventi realizzati negli ultimi anni lungo il canale Candiano dall’ l’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico centro settentrionale di Ravenna, considerati strategici per lo sviluppo dei traffici, dell’economia locale e della logistica. L’associazione auspica che le attività proseguano rapidamente per estendere questa opportunità anche ai restanti tratti del canale, rendendo l’intero porto più competitivo e sicuro.
Il tema è rilevante anche in vista della Zona Logistica Semplificata (ZLS), che potrebbe attrarre investimenti significativi e rilanciare il sistema economico locale, come evidenziato dalle recenti analisi della Camera di Commercio di Ravenna e Ferrara. CNA sottolinea inoltre l’importanza dei lavori di adeguamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie, a partire dal nuovo scalo merci in sinistra Candiano, previsto entro il 2030, funzionale al porto e alla riduzione del transito di merci pericolose nell’area urbana, consentendo anche di recuperare aree centrali nel contesto della città.
In questo contesto, CNA accoglie positivamente l’aggiornamento sui cantieri di adeguamento della SS16 e SS67 presentato dal Sindaco alle associazioni del cluster marittimo, auspicando maggiore celerità nei lavori, anche attraverso turni di lavoro aggiuntivi.
Infine, l’associazione esprime preoccupazione per la riforma della portualità, che in una prima lettura sembra accentrare funzioni e operatività, penalizzando realtà come l’Autorità di Sistema Portuale del mare Adriatico centro settentrionale di Ravenna, che hanno dimostrato capacità progettuale e solidità finanziaria. CNA richiama l’attenzione sul rischio di aumentare la burocrazia e rallentare i processi decisionali, in contrasto con l’obiettivo condiviso di semplificazione.























































