Il gruppo consiliare La Pigna ha depositato un question time in Consiglio comunale per chiedere all’Amministrazione comunale di attivarsi concretamente affinché il mosaico pavimentale “Il Pavimento”, collocato sotto gli archi di Porta Adriana, possa diventare un’opera permanente di abbellimento urbano e di valorizzazione culturale della città di Ravenna.
L’opera, firmata dall’artista Nicola Montalbini e realizzata in collaborazione con il Gruppo Mosaicisti Ravenna e con l’Accademia di Belle Arti, è stata inaugurata nell’ambito della IX Biennale del Mosaico Contemporaneo. Si tratta di un mosaico calpestabile, concepito come un “passaggio” fisico e simbolico, un ponte tra memoria e contemporaneità, che racconta l’anima stessa di Ravenna: una città che cammina quotidianamente sopra la propria storia e la trasforma in arte viva.
Fin dalla sua inaugurazione, l’opera ha raccolto un vasto consenso da parte di cittadini, turisti e operatori culturali, che ne hanno riconosciuto la forza evocativa e la qualità artistica. La stampa locale ha dato ampio risalto a questo successo, ma ha anche riportato un aspetto preoccupante: “Il Pavimento” è destinato a restare visibile solo fino al gennaio 2026, in quanto realizzato come installazione temporanea.
Una prospettiva che, secondo La Pigna, sarebbe un grave errore.
“Ravenna non può permettersi di trattare un’opera di tale valore come un semplice arredo temporaneo” — dichiara la capogruppo Veronica Verlicchi. “Si tratta di un intervento artistico che rappresenta perfettamente l’identità della nostra città: la tradizione del mosaico reinterpretata in chiave contemporanea, la bellezza integrata nel tessuto urbano, la capacità dei nostri artisti di creare opere che dialogano con la storia e con i cittadini. È esattamente questo il tipo di arte pubblica che deve restare, perché arricchisce la città e ne rafforza l’immagine culturale nel mondo.”
La Pigna chiede dunque che il Comune si faccia promotore, insieme a tutti i soggetti coinvolti, di un percorso condiviso per rendere permanente l’installazione.
“Sarebbe un segnale importante di rispetto per chi ha lavorato a quest’opera, ma anche un gesto di fiducia verso la cultura e verso i cittadini” — prosegue Verlicchi. “In un momento in cui Ravenna cerca nuove forme per riaffermare la propria identità e attrattività, la scelta di conservare Il Pavimento sarebbe un messaggio potente: la città crede nei suoi artisti, nella bellezza e nel mosaico come linguaggio vivo, non come reliquia.”
Per La Pigna, l’Amministrazione deve cogliere questa occasione per consolidare il legame tra arte contemporanea e patrimonio storico, trasformando Porta Adriana in un luogo simbolico in cui la Ravenna di oggi dialoga con quella di ieri.
“È tempo che il Comune smetta di considerare l’arte come qualcosa di effimero o decorativo e la riconosca per quello che è: una leva identitaria, turistica e civica” — conclude Verlicchi. “Il Pavimento è un dono alla città. Lasciamolo dove è nato: sotto i piedi di tutti, ma nel cuore di Ravenna.”

La Pigna