“La tragica notizia della morte di un autotrasportatore, avvenuta questa mattina al porto di Ravenna, ci colpisce profondamente e lascia ancora una volta tutta la nostra comunità sgomenta. Alla famiglia della vittima, Giuseppe Zuccoli, al collega coinvolto e a tutti i lavoratori presenti in quel momento, esprimiamo il nostro più sincero cordoglio e la nostra vicinanza.
Di fronte a tragedie come questa, il dolore però deve anche lasciare spazio anche alla riflessione. Non conosciamo ancora le dinamiche precise dell’accaduto e sarà compito delle autorità fare piena chiarezza. Ma una cosa è certa: ogni incidente sul lavoro è un campanello d’allarme che ci ricorda quanto la sicurezza non possa mai essere data per scontata.
Questo non è che l’ennesimo grave infortunio, purtroppo con esito mortale, avvenuto in provincia nelle ultime settimane: un lavoratore investito da un macchinario nei lavori di ampliamento della statale adriatica, un lavoratore travolto da una catasta di pallets alla DECO Industrie, un lavoratore investito da carrello in Marcegaglia. Tutti infortuni avvenuti con la presenza di aziende in appalto e con investimento da parte di mezzi in movimento
.La sicurezza deve tornare al centro del lavoro. È un diritto irrinunciabile di ogni lavoratore e un dovere inderogabile per ogni organizzazione. Questo significa investire con continuità nella formazione, nell’addestramento reale, nella conoscenza dei rischi e nella capacità di prevenirli.
Non bastano protocolli scritti o obblighi di legge: la sicurezza va vissuta, costruita giorno dopo giorno, alimentata con cura e responsabilità da parte di tutti in ogni aspetto della nostra società.
CGIL CISL UIL rinnovano il proprio impegno su questo fronte e per sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti e a supporto delle proprie richieste, convocano un presidio per Martedì il 21 ottobre dalle ore 10.30 alle ore 12.30 in piazza del Popolo a Ravenna, in occasione del quale si chiederà anche un incontro con il Prefetto.
CGIL CISL UIL
Manuela Trancossi Roberto Baroncelli Carlo Sama
























































