Con la fissazione da parte del governo della data delle elezioni amministrative per il 24 e il 25 maggio (con eventuale ballottaggio il 7 e l’8 giugno) anche in Emilia-Romagna ci si prepara alle elezioni amministrative.
Si tratta di un turno elettorale nel quale l’Emilia-Romagna sarà un po’ marginale nello scenario nazionale: non è chiamato al voto, infatti, nessun Comune capoluogo di provincia.
Si vota per 14 sindaci e consigli comunali e sarà chiamato alle urne poco più del 5% dell’intero corpo elettorale.
Al voto vanno i Comuni che sono stati rinnovati nel 2020, in piena pandemia (e per questo sono stati prorogati di un anno rispetto al mandato ordinario) e quelli che si sono sciolti per altri motivi prima della scadenza naturale.
Si tratta di cinque Comuni superiori ai 15mila abitanti, ovvero quelli in cui se nessun candidato raggiunge il 50% dei voti al primo turno si va al ballottaggio fra i due più votati: sono Imola (Bologna), Faenza, Cervia (Ravenna), Comacchio (Ferrara) e Vignola (Modena). Gli altri nove Comuni sono invece al di sotto dei 15mila abitanti, dove la legge prevede che il candidato che prende più voti al primo turno sia eletto sindaco indipendentemente dalla percentuale: sono i comuni di Bondeno (Ferrara), Verghereto (Forlì-Cesena), Montese (Modena), Palanzano e Pellegrino Parmense (Parma), Ferriere e Pontenure (Piacenza), Canossa e Luzzara (Reggio Emilia).
A Imola, il Comune più grande che va a rinnovo, il sindaco Marco Panieri (Pd) cerca il bis. La situazione nel centrosinistra non è però pacifica, anche perché il nucleo storico del M5s locale (che nel 2018 elesse la sindaca Manuela Sangiorgi la cui giunta cadde dopo un anno) non sembra disponibile a sostenere Panieri, contro le indicazioni dei livelli superiori. Ma anche nel centrodestra le acque sono agitate, anche dopo le recenti dimissioni dell’ultimo consigliere della Lega.
A Faenza invece il sindaco Massimo Isola è stato uno dei primi in regione a proporre una coalizione in formato campo largo e tutto lascia pensare che sarà quella che lo sosterrà, nella ricerca di una conferma. Il centrodestra al momento è diviso con Fratelli d’Italia che sostiene Gabriele Padovani e Forza Italia e Lega che appoggiano Claudio Miccoli.
Situazione invece molto diversa a Cervia, dove il sindaco Mattia Missiroli, coinvolto in un’inchiesta per maltrattamenti in famiglia, si è dimesso fra moltissime polemiche. Il percorso per la definizione dei candidati, nel comune della costa ravennate dove abita il presidente della Regione Michele de Pascale, è ancora in evoluzione in entrambi gli schieramenti, con l’incognita di un’ipotesi di candidatura civica dello stesso Missiroli che potrebbe essere una variabile difficile da decifrare.
fonte Ansa





























































