“Durante la seduta del Consiglio Comunale del 28 ottobre, l’assessore Eugenio Fusignani, rispondendo a una nostra interrogazione, ha annunciato che il progetto per dotare la Polizia Locale di Ravenna di un cane antidroga è stato escluso dai finanziamenti regionali, in quanto la Regione ha preferito sostenere comparti di polizia locale considerati “meno virtuosi”.

Inoltre, l’assessore ha sostenuto che la convenzione – da noi più volte auspicata – tra Comune e associazioni specializzate nell’addestramento di cani antidroga, che prevedrebbe un semplicissimo rimborso spese di 122,00 euro a servizio, non sarebbe validata dalla Prefettura, in quanto il cane, operando come servizio di Polizia Giudiziaria, non potrebbe essere gestito da privati.
Una ricostruzione totalmente errata. Non è mai stato chiesto che il cane intervenisse in operazioni d’arresto o di difesa personale, ma che fosse eventualmente impiegato nei luoghi noti per l’attività di spaccio, come la zona dei giardini Speyer o dell’area stazione, al guinzaglio del suo addestratore e sotto la supervisione della Polizia Locale.
Un supporto, dunque, strumentale e di prevenzione, utile per rafforzare le indagini e per presidiare il territorio in modo più efficace.
Poiché la Guardia di Finanza di Cervia dispone di 2-4 unità cinofile, costantemente impegnate nelle indagini coordinate dalla Procura la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri non dispongono di cani antidroga nel territorio ravennate mentre a pochi chilometri da noi, il Comune di Forlì, continua a rinnovare la convenzione con le associazioni cinofile, ottenendo risultati eccellenti grazie alla collaborazione tra Polizia Locale e addestratori diventa pleonastica la domanda se si possano utilizzare i cani delle forze dell’ordine già presenti in provincia? Perché la risposta sta nei fatti
La verità è che a Ravenna manca la volontà politica di agire. Manca il coraggio di presentare alla Prefettura progetti concreti e ben strutturati, che illustrino nel dettaglio come e in quale misura i cani antidroga verrebbero impiegati: non come cani d’assalto, ma come strumenti investigativi a supporto delle forze dell’ordine, presenti e operative durante i servizi.
In una città dove lo spaccio continua a essere un business quotidiano sotto gli occhi di tutti, non ci si può più permettere immobilismo e giustificazioni burocratiche.
Le proposte dell’opposizione non sono sempre e solo polemica o strumentalizzazione, qualche volta contengono proposte utili interessanti e ragionate. Se non ora, quando?”

Patrizia Zaffagnini – Nicola Grandi
Consiglieri comunali – Fratelli d’Italia