Domenica 5 e lunedì 6 ottobre al Teatro Socjale di Piangipane è andato in scena Gaza Ora. Ritratti da Hossam, un appuntamento organizzato dal Festival delle Culture e Ravenna Teatro in collaborazione con i volontari del Teatro Socjale di Piangipane e alcune associazioni ravennati con l’obiettivo di tenere accesa l’attenzione sul massacro che si sta compiendo sui civili palestinesi, vittime dell’occupazione da parte di Israele. Attrici e attori del territorio e alcuni attivisti e attiviste di Ravenna, hanno dato voce alle lettere di un artista palestinese di Gaza, testimonianze che raccontano i risvolti più intimi della condizione disumana imposta nel genocidio in atto. Hossam al-Madhoun, noto attore e produttore teatrale di Gaza, mentre vive infatti la distruzione della sua casa, dei suoi amici e della sua famiglia, inizia a scrivere, dando voce non solo al dolore ma anche all’assurdo, e persino al comico, rivelando come la vita quotidiana e la ricerca della dignità e dell’amore persistano irriducibili nell’inferno in cui Gaza è stata costretta a trasformarsi. Jonathan Chadwick, autore e regista della compagnia londinese Az Theatre, ne fa poi un adattamento scenico insieme alla direzione Creativa di Iante Roach, che debutta nel 2025 a Torino in coproduzione con Tedacà.
Il cast è itinerante e di volta in volta coinvolge attrici/attori, non attrici/non attori, attiviste/i, artiste/i, intellettuali. Al Socjale Tamara Balducci, Ibtissem Beldi, Camilla Berardi, Francesca Bracchino, Salvatore Caruso, Michele Di Giacomo, Fatima Diop, Carlo Giannelli Garavini, Tahar Lamri, Franco Masotti, Laura Redaelli, Alessandro Renda e Simone Schinocca hanno fatto ascoltare storie e ritratti suggestivi, di cui il pubblico si è sentito testimone commosso.
La replica di lunedì mattina ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di studentesse e studenti degli Istituti superiori di Ravenna, che hanno accolto il reading con grandissima attenzione e hanno avuto l’opportunità di ascoltare la testimonianza viva e diretta di Yousef Hamdouna responsabile palestinese di EducAid, che ha raccontato episodi vissuti da lui e dalla sua famiglia durante l’occupazione israeliana e il conflitto.
Due giornate dense e necessarie, in cui il teatro si è fatto il luogo in cui la creatività si è rivelata una vibrante e concreta speranza di pace.
Grazie all’incasso dei biglietti e del pranzo sono stati devoluti 2.300 euro ad EducAid, Ong che ha sede a Rimini e che opera da oltre vent’anni nella cooperazione internazionale nei settori dell’educazione, del supporto psico-sociale e della promozione dei diritti dei gruppi più vulnerabili in particolare persone con disabilità, minori e donne, in vari Paesi del Sud del mondo.
Hanno aderito all’evento: Comitato Rompere il silenzio, Anpi, Libera Ravenna, Rete Interculturale sui Temi dell’Immigrazione (RITI), Avvocato di strada, CAP (Comitato Autonomo Portuale Ravenna), CGIL Ravenna, Emergency – Gruppo Volontari di Ravenna e Casa delle Donne Ravenna.

























































