«La salvaguardia dell’insegnamento del mosaico è a Ravenna un problema “annoso” nato nel 2010 con l’applicazione della Legge Gelmini in tema di riordino dell’istruzione artistica dove si è fatto confluire la classe Arte del Mosaico nella generica Classe di Concorso Discipline Pittoriche, con grave perdita di identità del linguaggio artistico del mosaico e relative competenze per il suo insegnamento» spiega la Consigliera Francesconi. «Attualmente l’insegnamento dell’arte del mosaico è impartito al liceo artistico di Ravenna come in quello di Monreale, dove sussiste la medesima problematica
‒ uniche due realtà in Italia in cui peraltro esistevano in passato gli Istituti d’Arte per il Mosaico. In queste due città la didattica prosegue solo in virtù degli ultimi docenti nominati con questo titolo specifico, e già ora vi sono difficoltà relative all’entrata di nuovi docenti privi di formazione su tale disciplina artistica. La situazione, ovviamente, pregiudica gravemente la trasmissione della vocazione artistica territoriale della scuola, unica in città a rilasciare questo titolo nonché la formazione di maestranze in grado di trasmettere il linguaggio del mosaico».
La spiegazione di quanto avvenuto per la Consigliera Francesconi è fondamentale al fine di comprendere la specifica e urgente richiesta «per poter incentrare la progettazione delle Discipline e dei Laboratori sulla tecnica del Mosaico e poter incaricare docenti che conoscano le metodologie e le tecniche. In passato avevamo a più voci richiesto l’assoluta necessità di ripristinare l’indirizzo di Arte del Mosaico ma tale richiesta è rimasta a lungo inascoltata. Ho proposto questa mozione a pochi giorni dall’inaugurazione della Biennale del Mosaico sperando di risvegliare l’attenzione sulla materia ed anche per ricordare Elena Pagani, scomparsa pochi mesi fa, insegnate storica del Liceo Artistico ravennate, che già nel 2017 era preoccupata della situazione che oggi si sta avverando: con Elena avevamo proposto un Ordine del Giorno, anche questo votato all’unanimità dal Consiglio che all’epoca chiedeva a Regione e Governo di intervenire affinché l’all’epoca MIUR riconoscesse l’autonomia del settore di insegnamento del mosaico. Da lì a qui sono poi intervenuti in questa direzione anche Sindaco Michele de Pascale e il dirigente scolastico del Liceo Artistico ravennate Gianluca Dradi inviando nel 2022 una lettera al Ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara per
salvaguardare l’insegnamento del mosaico e per evidenziare il patrimonio di esperienza didattica e di beni culturali di Ravenna che tutto il mondo apprezza. Più di recente, nella primavera del 2025 lo hanno fatto anche i Consiglieri Regionali Eleonora Proni e Nicolò Bosi già accennando anche alla possibilità “di prevedere una ragione di preferenza, dall’apposita graduatoria, per chi è in grado di documentare (ad esempio attraverso specifico diploma) il possesso di competenze nell’arte musiva, nel momento in cui all’istituzione scolastica deve essere assegnato un docente destinato alla sezione in cui si insegna mosaico. Infine, anche l’attuale Assessore Fabio Sbaraglia e il Consigliere Alvaro Ancisi hanno dialogato con il Ministro Giuseppe Valditara il quale ha dichiarato che si sarebbe preso un po’ di tempo per capire quale poteva essere la strada da intraprendere. Spero che i tempi di attesa siano finiti» conclude Chiara Francesconi
«altrimenti si penalizzerebbero gravemente gli studenti del Liceo Artistico, che hanno poi la possibilità di accedere nella nostra città anche all’Accademia Statale di Belle Arti – la quale propone specifici corsi triennali e magistrali sul mosaico – e di conseguenza scemerebbe una filiera che non elabora solo il linguaggio artistico del mosaico ma offre reali possibilità di lavoro e di realizzazione ai nostri giovani talenti, tanto più alla luce della nuova offerta formativa ministeriale del Liceo Made in Italy, che vuol promuovere e sviluppare competenze adeguate per i prodotti e i marchi italiani nel mondo: tutta la città, pertanto, deve sentirsi coinvolta: non solo la formazione, la cultura e l’arte ma anche il mondo dell’economia, del lavoro e dell’artigianato.”

























































