Un nuovo spazio di confronto strutturato, basato su dati, analisi e competenze, per migliorare la capacità di programmazione della città. È l’obiettivo al centro della mozione presentata in Consiglio comunale dal consigliere Filippo Donati (Viva Ravenna), che propone l’istituzione di un “Forum dell’Economia Locale”.

La proposta nasce dalle sollecitazioni arrivate da numerosi operatori economici – dal porto alla manifattura, dall’artigianato al commercio, fino al turismo – che chiedono uno spazio stabile di dialogo con le istituzioni, capace di raccogliere e mettere in circolo informazioni aggiornate e strumenti tecnici utili alle scelte pubbliche.

Secondo Donati, Ravenna possiede un sistema produttivo ricco e diversificato, ma per affrontare le transizioni attuali – energetica, digitale, logistica e del lavoro – servono «strumenti di lettura più integrati e momenti di confronto strutturati». Il Forum, precisa, non avrebbe finalità politiche: sarebbe invece «un supporto tecnico per tutta l’amministrazione, utile a programmare con maggiore consapevolezza e a valorizzare le competenze presenti sul territorio».

La proposta prevede la collaborazione con Camera di Commercio, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, Autorità Portuale, università e, se necessario, istituti di ricerca. Il Forum avrebbe cadenza almeno annuale e potrebbe articolarsi in tavoli tematici dedicati ai principali settori economici: porto e logistica, manifatturiero, artigianato, turismo, commercio, innovazione e formazione.

L’obiettivo dichiarato è portare a Ravenna una cultura di evidence-based policymaking, ovvero politiche pubbliche fondate su evidenze e dati concreti, rafforzando la capacità del Comune di analizzare scenari e programmare interventi.

Un altro elemento rilevante: il progetto non comporterebbe nuovi oneri economici per l’amministrazione, grazie al coinvolgimento delle strutture e delle competenze già esistenti.

«È una proposta aperta, costruttiva e trasversale», conclude Donati. «Spero possa essere condivisa da tutte le forze politiche, perché riguarda il bene comune e lo sviluppo futuro della città.»