“Il direttore generale dell’AUSL di Modena, Matteo Aldini, ha adottato una deliberazione che prevede riconoscimenti economici per i medici di base che, dal primo ottobre di quest’anno al 30 settembre 2026, manterranno le prescrizioni di dodici prestazioni tra le più richieste (risonanze magnetiche, Tac, gastroscopie, colonscopie, visite dermatologiche, oculistiche, otorinolaringoiatriche, ecc) entro limiti riduttivi predefiniti. Il premio è di 1 euro e 20 centesimi per ogni assistito, fino a 1.800 euro, essendone 1.500 il numero massimo.

L’AUSL di Modena avrebbe notato che, a parità del numero di pazienti, esisterebbero notevoli discrepanze nella prescrizione di tali prestazioni, trascurando però che in medicina i pazienti non sono mai uguali, per via di età, sesso, patologie, patrimonio genetico, stile di vita, ecc., ma soprattutto che i medici di base non hanno mai lo stesso “paniere” di pazienti. Qui, a maggior ragione, vale la regola che le persone ammalate, avendo ognuna la propria identità sanitaria, non sono mai dei numeri. Oltretutto, siccome la popolazione sta invecchiando sempre più, in genere con maggiori problemi di salute, diventa più consistente, non certo minore, l’esigenza di prestazioni specialistiche.

Incentivi finanziari come questi, anziché risanare la sanità pubblica in crisi, mettono quindi in dubbio la professionalità e la deontologia dei medici di base, ottenendo l’effetto che i pazienti benestanti si rivolgono alla sanità privata e i poveri sono costretti a non curarsi. Anziché puntare alla riduzione degli esami, le AUSL dovrebbero dunque interrogarsi sulle cause strutturali che rendono inefficiente il sistema: la cattiva programmazione delle liste d’attesa, la gestione territoriale disordinata, la carenza di personale, lo spreco delle risorse, i favoritismi. I conti della sanità si risanano non taglieggiando il servizio, ma migliorandone la gestione e mettendo al centro il paziente, non dei numeri fittizi.

Si ha notizia che altre AUSL dell’Emilia si propongono di far proprio il sistema Modena. Può tuttavia preoccupare la sanità romagnola sapere che il dott. Matteo Aldini, che l’ha instaurato, ha iniziato la sua carriera di dirigente medico a tempo indeterminato nel 2008, proseguendola fino al 2010, nell’AUSL di Ravenna, quando ne era direttore generale Tiziano Carradori,  raggiungendo la carica di direttore generale il 1° febbraio del 2025 nell’AUSL di Modena, quanto già dal 2020 Carradori lo era diventato nell’AUSL Romagna.

Giova dunque chiedere al sindaco di Ravenna, in quanto membro della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’AUSL Romagna, se è purtroppo possibile o meglio da escludere che il sistema Modena di cui sopra sia introdotto anche in questa AUSL. Richiedo comunque quale sia la sua posizione al riguardo.”